Pesaro, 29 agosto 2017 - Centro storico blindato, oggi pomeriggio, per l'arrivo in città del ministro dell'Interno Marco Minniti. L'unica contestazione, pre annunciata, si è svolta alle 15 in piazzale della Libertà. In centro storico, invece, è filato tutto liscio, anche per l'alta presenza di forze dell'ordine.

Sul palco di piazzale Collenuccio, il ministro ha affrontato i temi caldi del momento, ossia la nuova modalità di gestione dei flussi migratori e lo Ius soli. Sul primo tema, la politica avviata dal ministro un paio di mesi fa non è facile da fare digerire al mondo della sinistra. Una parte la considera troppo rigida, quasi di destra. Minniti ne ha svelato i retroscena, indicando nel 29 giugno il giorno che ha fatto da spartiacque: «Stavo andando in aereo in America. Arrivato in Irlanda il mio telefonino è stato bombardato di messaggini: 27 navi con 12.500 persone erano in arrivo in Italia, una situazione senza precedenti. Dal ministero mi chiedevano dove dovevano mandarli, in quali porti fare attraccare le navi. Ho chiamato il pilota e sono tornato indietro».

Poi, il ministro, di solito freddo e pacato, ha svelato un sentimento, il timore, che lo avrebbe indotto a quel contestato cambio di linea: «Giunto in Italia, di fronte al fatto di dover accogliere 35 o 50 migranti, i sindaci mi dicevano di no. Era chiaro che la linea della barricata era sbagliata, ma ho capito che qualcosa rischiava di rompersi. Ho temuto per la tenuta democratica del Paese». Il pubblico lo ha applaudito più di una volta. Evidentemente, il discorso del ministro lo ha convinto. Per ingraziarselo ancora di più, accantonato il tema ostico del nuovo governo dei flussi migratori, il ministro è passato al secondo tema caldo del momento: lo Ius soli, di cui il sindaco Matteo Ricci,  seduto in prima fila accanto all'onorevole Alessia Morani, è stato tra i primi promotori, con una celebrazione simbolica in Comune all’inizio del suo mandato.

Tralasciando il fatto che l’approvazione dello Ius soli sembra sempre più slittare a novembre, il ministro ha fatto esattamente il ragionamento che i presenti volevano sentire: «Io sono d’accordo nell’approvare subito lo Ius soli, perché riguarda coloro che sono nati in Italia da chi ha il permesso di soggiorno o è italiano. Tutto questo non c’entra nulla con i flussi migratori, è un elemento di civiltà che considero un passaggio fondamentale delle politiche di integrazione». Qualche ringraziamento e apprezzamento verso le forze dell’ordine. Poi, è risalito velocemente in auto.