Pesaro, 13 aprile 2017 - Se n’è andato in punta di piedi, ieri sera, alle 22,15, dopo l’ennesimo ricovero ed alcuni mesi di penosa e profonda malattia. Aveva 84 anni, Gianfranco Sabbatini, avvocato per studio, politico per professione, intellettuale per vocazione.

Domani mattina, nei locali di Palazzo Montani Antaldi sede della Fondazione Cassa di Risparmio, verrà allestita la camera ardente dalle 9,30 alle 18,30 con prosecuzione nella mattinata di sabato, fino alla cerimonia funebre e religiosa che si svolgeranno alle 10,30 in duomo. A seguire, la sepoltura nel famedio del Cimitero centrale di Pesaro, accanto a don Gianfranco Gaudiano

Negli ultimi trent’anni Gianfranco Sabbattini era stato il ‘presidente’. Un po’ per tutti. Tra Cassa di Risparmio prima e Fondazione dopo aveva rappresentato un punto di riferimento per la città e la provincia. Importante, a tratti fondamentale. Così come era stato, da democristiano vero, fondamentale per la città nella sua vita precedente.

Quella della prima repubblica, dove, da consigliere comunale, segretario provinciale Dc, parlamentare per tre legislature si trovava a suo agio nel mare magnum di un partito profondamente ‘forlaniano’ nei comportamenti oltre che nella visione politica.

Tratti che non ha mai perduto, anche negli anni del declino, della crisi e della scomparsa di quella Banca Marche di cui era stato uno dei fondatori nella fusione tra le Casse di Risparmio di Pesaro, Macerata e Jesi. Una vicenda che ha avvelenato gli ultimi anni della sua vita.

Grande amico di don Gaudiano ne ha sostenuto la sua opera sociale fino a che ha potuto.

Ma oggi è il giorno del lutto e dei messaggi di ricordo dell’uomo e dell’intellettuale oltre che del politico attento al sociale prima che al credito.