Pesaro, 1 maggio 2017 - Se n’è andato un altro dei protagonisti della politica della prima repubblica a Pesaro. Forse colui che aveva anticipato l’attuale comunicazione politica. Se n’è andato, nel pomeriggio del primo maggio, dopo una lunga malattia e mesi di sofferenza, Giancarlo Scriboni, 72 anni, docente universitario ma soprattutto leader di quel Partito Socialista che negli anni ’80 aveva rappresentato una ventata di novità nel paludato mondo della politica pesarese.

Vice sindaco al comune di Pesaro a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 sarà ricordato per aver dato impulso alla pubblica istruzione, creando le scuole materne e gli asili nido che ancora rappresentano uno dei vanti dell’amministrazione comunale.

Ma anche per la famosa politica degli aquiloni, con cui ambiva a staccare definitivamente il Psi dall’abbraccio pluridecennale con il grande partito rosso comunista.

Non gli riuscì a Pesaro, così Giancarlo Scriboni divenne uno dei protagonisti dell’epoca del governo del pentapartito alla Regione Marche, dove fu consigliere, presidente del consiglio e assessore all’Ambiente.

Prima di incappare nella stagione delle inchieste giudiziarie anconetane che quell’esperienza politica regionale - con diversi pesaresi protagonisti pesaresi - azzerarono in pochi mesi.

La diaspora socialista lo vide scegliere Silvio Berlusconi ed il centro destra, per poi tornare nel 2009 nel Ps alleato di Luca Ceriscioli e seduto nello stesso tavolo del Pd guidato dal segretario provinciale Matteo Ricci. Ottenne un assessore (Giancarlo Parasecoli) e una presenza politica non determinante. Troppo poco per un uomo che voleva fare volare gli aquiloni e per qualche anno c’era anche riuscito. Poi il buio della malattia, fino alla morte nel pomeriggio di un giorno importante per il movimento socialista. Ha donato le cornee.

Lascia la moglie Isabella, il figlio Marco e l’adorata nipotina Matilde.