Pesaro, 18 maggio 2015 - Migranti utilizzati come volontari. È l’idea di Comune, Provincia e Prefettura, che stamattina, nelle persone del sindaco Ricci, del presidente Tagliolini e del prefetto Pizzi hanno siglato un accordo alla presenza dei rappresentanti di Ambito Sociale 1, Aspes, Direzione territoriale del lavoro di Pesaro e Urbino, Cgli, Cisl, Uil, cooperativa sociale Labirinto, associazioni Gulliver e Anolf, Caritas.

Il primo cittadino si è detto «fortemente contrario all’utilizzo degli alberghi, non solo perché Pesaro in parte vive di turismo. E’ sbagliato il metodo: in città molti alberghi sono vecchi e ci sono proprietari che cominciano a vedere il tema come un business. Si rischia di trasformare e snaturare un settore».

Il primo progetto per i profughi, denominato ‘Esperanto’ è stato presentato da Andrea Boccanera, presidente dell’associazione Gulliver: «Partiremo il 21 maggio, con dieci profughi che a Muraglia saranno coinvolti nella pulizia del parco Scarpellini, dell’orto per gli anziani e delle aree intorno alle scuole. Attività fatta con Aspes e Labirinto: a settembre arriveremo a trenta migranti».

Per Luca Pieri, presidente Aspes, «i ragazzi impegnati saranno inseriti con lo stesso percorso dei volontari del verde. Compresa copertura assicurativa e formazione legata alla sicurezza e al lavoro: sarà una forma di supporto reciproco». E se Daniele Tagliolini, presidente della Provincia, ha osservato che «il protocollo è un primo passo importante, da estendere come esperienza a tutto il territorio, in base alle potenzialità dei singoli Comuni», il prefetto ha chiuso così: «Qualche sindaco teme di essere accusato sul fatto di ‘dare lavoro’ a stranieri, a discapito dei suoi cittadini? Mi ha sorpreso in senso negativo un ragionamento del genere, visto l’alto grado di civiltà della provincia. Superiamo questa visioni: non ci sono figli e figliastri, né guerre tra poveri. Il sindaco deve guidare la comunità, non seguire le sue pulsioni. Se aiutiamo persone che hanno bisogno, non per questo non aiutiamo altre persone che pure hanno bisogno».