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SCAVOLINI SPAR

L'annuncio di Carlton Myers:
"Gioco ancora poi farò l'agente"

Alla vigilia della gara che vale la stagione, il giocatore disegna il suo futuro. "Ho intenzione di giocare ancora". Poi sui playoff: "Se ci andiamo suonerà la musica giusta, quella che vuoi ballare"
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Conferenza stampa di Myers Pesaro, 24 aprile 2008 - Doveva essere una mattinata in cui illustrare il camp estivo che Myers tiene da 15 anni. Si è trasformata in una chiacchierata ad ampio raggio sulla stagione, i playoff, il futuro. Il capitano della Scavolini Spar, che vanta ancora un anno di contratto, ha cominciato a guardare cosa c’è dietro l’angolo: ''Non potrei mai fare l’allenatore col mio carattere e come team manager non mi ci vedo; l’alternativa potrebbe essere quella del general manager''.

 

''Ma la realtà — confessa Myers — è che sento il bisogno di libertà dopo tanti anni in cui ho vissuto con orari fissi che oggi mi pesano. Continuare a condividere la vita di una squadra, coi suoi schemi e le sue abitudini, non fa per me. Così mi sto orientando in un’altra direzione: ho aperto una procura che si occupa della fascia fra i 16 e i 19 anni, quei talenti che non hanno ancora un procuratore e vogliono capire come impostare la loro carriera (pare che il pesarese Giampaoli sia già opzionato - ndr). Sarà questa la mia attività una volta che avrò appeso le scarpe al chiodo. Anche perché penso di avere dei consigli da dare, delle cose da trasmettere ai giovani che si affacciano al palcoscenico della pallacanestro''.

 

Ma il prossimo anno gioca ancora o no? ''Ho intenzione di farlo. A meno che non vogliano che vada via. Se è così, me lo diranno...''.

 

Ma c’è ancora entusiasmo per questo finale di stagione? ''Sì che c’è. I playoff sono un altro campionato e se ci andiamo cambierà la musica. C’è un ritmo irresistibile in quelle partite, come nella musica degli anni ’70 che — dice con un bel paragone — quando l’ascolti devi ballare per forza, non ce la fai a star fermo. Oggi invece, quando gli americani accendono lo stereo nello spogliatoio, si sente un rumore simile alle pallottole che sibilano. Ma nei playoff la musica è quella giusta e se ci andiamo ci verrà una voglia pazzesca. Penso anche ai tifosi''.

 

Ma ce la farà la Vuelle a disputarli? ''Ci proviamo, anche Avellino vuol vincere domenica, è una vittoria che serve ad entrambe: vedremo chi sarà più bravo. Ma la gente di Pesaro deve tenere a mente due cose. La prima è che qui tre anni fa il basket stava scomparendo, quindi tutto quello che viene di più è un regalo. La seconda è che questa nuova società ha raggiunto ogni anno l’obiettivo che aveva annunciato: due promozioni e la salvezza tranquilla. Se il prossimo anno dichiarano che vogliono vincere lo scudetto, magari ce la facciamo. E guardate che non scherzo''.

 

Partire dalla panchina è un problema? ''Non mi interessa partire in quintetto, basta che abbia i miei minuti per esprimermi. Se Brokenborough è più sereno così, va bene anche a me''.

 

Ma Carlton Myers è ancora ispirato come ai bei tempi? ''La mia ispirazione non l’ho persa, però so bene che si sta esaurendo. Per questo mi piacerebbe domenica giocare davanti a 8.000 persone, mi dà la carica''.

Elisabetta Ferri

 

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