''Ci servono 30 aziende per poter allestire programmi di un certo livello: con 50.000 euro a testa, avremmo un contributo di 1.500.000 euro mentre ad oggi, sempre che tutti confermino l’impegno, ammonta a 900.000 euro"
Pesaro, 7 maggio 2008 - Si volta pagina. E si comincia a programmare il futuro. Se n’è parlato ieri, in una conferenza sulla splendida terrazza del ristorante 'Il Falco' (che potrebbe entrare nel consorzio), fra una chitarrina allo scoglio e un calice di bianchello. Alla base, un nuovo accordo biennale fra le famiglie Vellucci e Scavolini che aspettano, nel giro di un paio di settimane, la riconferma dei 18 imprenditori che fanno parte del consorzio 'Pesaro Basket'. E magari l’ingresso di qualche nuovo socio. Sperando di contenere l’emorragia di chi vorrebbe uscire o ridimensionare il proprio impegno (unendosi in cordata).
Il budget. ''Ci servono 30 aziende per poter allestire programmi di un certo livello — afferma Stefano Vellucci — : con 50.000 euro a testa, avremmo un contributo di 1.500.000 euro mentre ad oggi, sempre che tutti confermino l’impegno, ammonta a 900.000 euro. Non è la stessa cosa... Poi bisogna essere bravi a spenderli, ma questo è un altro paio di maniche. Comunque il prossimo anno l’obiettivo è quello dei playoff e del ritorno in Europa, anche se l’Uleb ha tolto un posto all’Italia (da 3 a 2 - ndr) e dunque il circolo delle coppe è molto ristretto''.
La squadra. ''Avendo chiuso un ciclo che ci ha riportato in serie A, e dovendo ricostruire, sarebbe nostra intenzione fondare un nucleo di italiani giovani che ci dia continuità e solidità nel tempo — spiega il presidente —. Parlando con Sacripanti, la sua intenzione è quella di avere dal gruppo un atteggiamento difensivo di alto livello e una mentalità più forte che ci consenta di non essere schiavi degli alti e bassi. Il coach magari proporrà un gioco meno spettacolare ma di sicuro la squadra sarà più concreta, con meno svolazzi''. Banditi, dunque, i giocatori alla Slay, o alla Rodney White: serve gente che non sia schiava dei suoi umori, il cui rendimento, quando scende in campo, sia una garanzia.
Myers. ''Intendiamo onorare il contratto del nostro capitano perché il rispetto che gli portiamo è enorme: se siamo qui, è anche grazie a lui. Poi è chiaro che il suo impiego sarà completamente diverso — spiega Vellucci —. L’anno scorso avevamo deciso che sarebbe stata la guardia titolare, con dietro un uomo-ombra come Brokenborough. La prossima stagione in quintetto ci sarà una guardia americana. Avremo insomma delle armi in più per far sì che Carlton non debba più essere fondamentale, è un peso che non possiamo dargli a 37 anni''.
Le trattative. ''L’unica che abbiamo in piedi è quella del rinnovo di Clark. Anche se è stato incostante in regia, e riconosciamo le sue lacune difensive, apprezziamo però il suo grande talento. Senza dimenticare che per un giovane di 24 anni una stagione in più può segnare l’esplosione; inoltre il suo passaporto comunitario ci consente di avere un visto in più. Zukauskas potrebbe rientrare ancora nel progetto ma prima bisognerà vedere la composizione del pacchetto lunghi. Venendo meno Podestà, dobbiamo prendere almeno un italiano sotto canestro. Mike Hall? E’ un giocatore interessante, che ha il cervello ben acceso. E’ nel taccuino. Quanto a Daniel Hackett, resterà un altro anno al college: poi, se non andrà nella Nba, saremmo onorati di vederlo con la nostra maglia''.
La dirigenza. ''Il nostro general manager è Mauro Montini, confermato per altri due anni, come tutto lo staff. Non credo proprio che abbiamo bisogno di un esperto che scelga gli americani, abbiamo già Sacripanti. Poi Baioni farà solo il vice e avrà più tempo per il lavoro di scouting ad ampio raggio. Gli Under 19 potrebbe allenarli Andrej Rinolfi. Se è vero che mio fratello rientra in società? Assolutamente no, anzi di solito si siede in tribuna fra i miei contestatori...''. Bella battuta presidente.
Elisabetta Ferri