Avrà digerito le lasagne della Scavolini cucine con un bell’allenamento sodo, Michael Hicks. L’importante è che Roma non digerisca lui domenica prossima, in una partita chiave per fare un ulteriore salto di qualità
Pesaro, 21 novembre 2008 - Avrà digerito le lasagne della Scavolini cucine con un bell’allenamento sodo, Michael Hicks. L’importante è che Roma non digerisca lui domenica prossima, in una partita che potrebbe essere la chiave per fare un ulteriore salto di qualità. "E’ la prima volta che il signor Scavolini ci invita nella sua azienda, abbiamo mangiato benissimo e penso sia stato contento di averci lì — dice Mike —. Soprattutto saranno stati contenti i suoi dipendenti: immagino che chi lavora per lui sia anche tifoso della squadra".
Il panamense, al terzo anno con la maglia della Scavolini Spar, è balzato al 2° posto della classifica marcatori del campionato (con 19 punti di media), pur avendo giocato una partita in meno, alla faccia di chi - l’anno scorso - diceva che non era adatto alla serie A: "Me l’ha detto Lillo (l’assistente di Sacripanti - ndr), io non sono uno fissato con le statistiche — ride —, così poi sono andato a controllare se era vero. Certo, pensando a tutti i giocatori di talento che militano nel nostro campionato, è una soddisfazione che premia il mio lavoro, ma soprattutto quello della squadra. Sono i compagni che mi cercano, che mi servono nel modo migliore e mi danno la possibilità di segnare tanto. Com’è successo domenica scorsa".
E pensare che all’inizio della sua carriera, Hicks non amava tirare da fuori: "E’ vero, avevo delle difficoltà nel tiro dalla lunga distanza, non mi piaceva proprio — racconta —. Poi sono maturato tecnicamente, oggi mi sento un giocatore completo, anche se il mio pezzo forte è sempre attaccare il ferro. Quando il tiro non entra, io vado in penetrazione, cerco il lay-up, o magari un arresto e tiro. Insomma, se vai dentro qualcosa rimedi, magari un fallo".
Domenica c’è un appuntamento di cartello che sicuramente richiederà un impegno supplementare del pacchetto esterni, vista l’assenza di Van Rossom: "Loro sanno che quello potrebbe essere il nostro punto debole e sicuramente faranno pressing su Stanic, che non potrà giocare 40’ senza mai rifiatare. Avrà bisogno dell’aiuto di tutti noi esterni: mi aspetto di vedere un Tomassini senza paura e comunque anche Curry può giocare da play per un po’. Con Udine ha avuto una serataccia, capita. Però si è sacrificato per la squadra, ha fatto tante piccole cose importanti e alla fine ha trovato anche un tiro decisivo. Insomma, c’era dentro la partita".
La lottomatica arriverà con il coltello fra i denti: "Li prendiamo in una settimana particolare: prima di tutto non sono stanchi, perché non hanno giocato in Eurolega, poi saranno arrabbiati perché non vogliono allungare la striscia delle sconfitte. E’ una domenica importante, dove verrà messo alla prova anche il nostro valore — sottolinea Hicks — e c’è bisogno di tanto calore dagli spalti". E un consiglio da dare al pubblico Michael ce l’ha: "Per favore, non fischiate subito appena le cose non vanno. Io sono qui da tre anni, conosco l’ambiente e so che i tifosi poi ti aiutano anche se prima hanno brontolato. Ma i nuovi possono restarci male, era la prima volta che ci trovavamo in difficoltà e sono piovuti fischi. Bisogna avere un po’ di pazienza: non si vince sempre in carrozza, a volte bisogna anche soffrire per portarla a casa".
Elisabetta Ferri