Difficile piazzare invece i contratti di Stanic, Van Rossom e Shaw. Il pivot potrebbe anche rimanere dietro Michele. Mentre per Leroy Hurd l’esperienza pesarese pare ormai finita
Pesaro, 23 giugno 2009 - Una specie di task-force per raggiungere l’obiettivo-Maggioli. La Scavolini Spar ci crede fermamente e ha mosso tutti i suoi uomini per arrivare al primo obiettivo di mercato: se Dalmonte rappresenta il coach di fiducia di Michele, colui che lo lanciò ancora giovanissimo, e sarà magari chiamato a convincerlo sotto il profilo tecnico ed umano che tornare alla base è la scelta giusta, il presidente Vellucci sta facendo la sua parte.
Nel week-end, infatti, c’è stato un incontro fra il numero uno biancorosso e i dirigenti di Jesi per capire come si può arrivare a un accordo sul trasferimento del giocatore. Chiaro che la società jesina punti a monetizzare l’uscita dal contratto di Maggioli, visto che perde il giocatore chiave della squadra e lo perde due anni prima del previsto. Nel pacchetto che Pesaro sta proponendo potrebbe esserci anche una contropartita tecnica, e cioè Tomassini: Jesi, che sta per perdere anche il play oriundo Maestranzi, potrebbe farne la spalla di Lupo Rossini e per Giovanni sarebbe un’opportunità di maturazione importante al piano di sotto, in una società vicina a casa.
Non va dimenticato, però, che in lizza per il pivottone pesarese c’è anche Teramo, che muove le sue pedine: se la presenza di coach Capobianco è stata quasi «pareggiata» dall’arrivo di Dalmonte, bisogna vedere cos’ha la BancaTercas da mettere sul piatto a livello economico. Lo dirà nei prossimi giorni il presidente Antonetti, anche lui in attesa di incontrarsi coi vertici del club jesino. Sia a Pesaro che a Teramo confidano di riuscire a farcela, ma l’impressione è che alla fine deciderà il giocatore.
Nel frattempo, la società ha messo al lavoro lo staff per andare a cercare i pezzi giusti in Europa: il n.4 o la guardia saranno certamente comunitari. Al momento Leroy Hurd sembrerebbe fuori dai giochi, si cerca un’ala forte con caratteristiche più interne. Mentre dei tre sotto contratto che la Scavolini Spar voleva cedere non si hanno ancora notizie: il più difficile da piazzare è Stanic, per il suo costo, mentre su Van Rossom dipende dalla disponibilità dell’Armani Milano di riassorbirlo con un anno di anticipo. Ma, se Tomassini si muove, magari per Sam c’è ancora posto.
Potrebbero riaprirsi invece spiragli per Casey Shaw: per il suo passaporto italiano, sempre prezioso, ma anche perché dietro Maggioli - se arriverà - potrebbe essere l’uomo adatto: esperto ma umile, che non crei eccessiva competizione. Magari va capito perché Shaw nel finale di stagione non faceva più canestro nemmeno in una vasca da bagno: a tratti sembrava quasi un blocco psicologico.
Se quello scorso è stato il week-end di Vellucci, il prossimo potrebbe essere quello di Barbalich, rientrato a Madrid per chiudere il suo rapporto di lavoro con l’agenzia nella quale opera. Alla fine, per lui, ha prevalso la voglia di misurarsi come dirigente nella società per cui ha sempre tifato. In proposito, Dalmonte avrebbe già fatto una chiacchierata col nuovo team manager al termine della sua presentazione, sabato scorso. Lo staff è praticamente fatto.
Elisabetta Ferri