"Mi spiace ma dobbiamo guardare avanti: uno dei due lunghi sarà comunitario. Siamo vicini al play. Cinciarini? Si può fare"
Pesaro, 2 luglio 2009 - Allora Dalmonte, come vanno le cose?
"Sono ancora più entusiasta del primo giorno, lo staff è ottimo, si lavora come piace a me e questo ha fatto aumentare la mia voglia di essere qui".
Maggioli, però, vi ha risposto picche. E’ così?
"Diciamo che la trattativa si è complicata moltissimo per una somma di motivi, uno dei quali è che la nostra offerta non ha trovato un grande entusiasmo dall’altra parte. Mi dispiace molto, ma ora abbiamo il dovere di battere piste diverse. D’altronde avevamo un piano B ed è il momento di metterlo in atto".
Arriverà un centro americano?
"Uno dei due lunghi sarà americano. Di conseguenza, l’altro dev’essere per forza italiano, o comunitario. E con la penuria di italiani che c’è, è più probabile che sia un europeo — spiega il coach —. Come dicevo, siamo figli del mercato e quando si va in caccia bisogna tener conto degli status e dei passaporti".
Per questo Casey Shaw alla fine potrebbe restare?
"Il suo passaporto italiano non è ininfluente, ma non è nemmeno l’unica ragione per confermarlo - sottolinea Dalmonte -. Per il ruolo che avrebbe, potrebbe andar bene: è un giocatore che fa gruppo, dà equilibrio e fa sempre tutto con grande partecipazione. Sono doti che servono tanto in una squadra".
Capitolo esterni: riuscirete a vestire di biancorosso almeno Daniele Cinciarini?
"Mi auguro che la cosa sia meno difficoltosa rispetto alla trattativa con Maggioli: ed in effetti i segnali che abbiamo vanno in questa direzione".
Dicono che abbiate già in serbo un colpo per questa settimana: è il playmaker?
"Potrebbe essere. Siamo vicini a lanciare l’amo".
Si pensava a Wood, che lei ha portato a Cantù...
"Non è lui. Ci abbiamo ragionato su, ma col passare dei giorni la sua ipotesi è scemata. Il giocatore che stiamo seguendo ha una tipologia diversa e siamo convinti sia l’uomo giusto per noi. Non posso dire di più, per ora" frena il coach.
Alle sue spalle potrebbe rimanere uno fra Stanic e Van Rossom?
"Tutti e due no di sicuro, uno dei due è possibile...".
In quel caso Tomassini andrebbe altrove?
"Direi proprio di sì. Sarebbe delinquenziale tenerlo a sedere per un’altra stagione".
Più segnali lasciano capire che la porta è aperta casomai per Van Rossom, non per Stanic. Mentre per il ruolo di n.4 la società avrebbe preso contatti con l’agente del nigeriano Ebi, visto quest’anno a Ferrara: in quel caso servirebbe un centro comunitario. Infine, Leroy Hurd è diventato un pezzo pregiato del mercato: lo inseguono Virtus Bologna, Varese e Caserta.
Elisabetta Ferri