L’ex coach della Vuelle lo aveva portato a Cantù tre anni fa: "Iniziò male, poi esplose: oggi è un pezzo pregiato"
Pesaro, 13 luglio 2009 - Ha scelto di andare sul sicuro, la Scavolini Spar. Con Eric Williams, firmato venerdì notte, coach Dalmonte ha sistemato una sorta di centro-boa nel cuore dell’area, capace di farsi largo con una stazza che, quando non va sovrappeso, è la sua forza. Tanto che esiste persino una clausola nel contratto (annuale) firmato dal pivot che lo impegna a non superare i 120kg, il suo peso forma.
A portarlo in Italia, nell’estate del 2006, fu Pino Sacripanti facendolo esordire da professionista a Cantù in una stagione in cui trovò la consacrazione dopo un impatto non facile, come ricorda lo stesso ex coach della Vuelle: "Eric era un rookie e come tale aveva bisogno di un periodo di ambientamento fuori dal college, usciva da Wake Forrest. Giocò abbastanza male le prime 10 partite - racconta Pino Sacripanti - e non mancarono le critiche, poi qualcosa si sbloccò e disputò un girone di ritorno fantastico, tanto da diventare un pezzo pregiato del mercato".
"Non riuscimmo a trattenerlo e alla fine approdò ad Avellino con cui vinse la Coppa Italia. Oltre che molto bravo tecnicamente, devo dire che Eric è anche un buon ragazzo, un gigante docile. Pesaro ha fatto un ottimo acquisto ma non c’è bisogno che lo dica io". Prima stagione, a Cantù da 10,4 punti e 5,8 rimbalzi: ottima la mano da due (63,8%), meno bene dalla lunetta (49%). In Irpinia, dopo un anno di rodaggio, Williams aumenta la sua produttività e passa a 13,4 punti e 7,8 rimbalzi, migliorando anche un po’ ai tiri liberi (54,2%).
L’anno passato, invece, la stagione non è altrettanto brillante (8 punti+4,7 rimbalzi) ma rimane sempre un pivot dominante nei duelli individuali contro gli altri pari ruolo. Questa settimana potrebbe segnare la chiusura degli affari italiani e comunitari con l’ufficializzazione di Daniele Cinciarini e l’aggancio di Simone Flamini, ritenuto la pedina ideale per prendere il testimone da Zukauskas.
Visto che dietro Hicks, che ha un alto minutaggio, si è scelto ancora di non mettere un vero cambio, ci si affiderà alla versatilità di Cinciarini che potrà giocare qualche minuto da ala piccola e di Flamini, che può fare il cambio del quattro ma pure scalare di una posizione. D’altronde, in proposito, coach Dalmonte aveva già illustrato la sua filosofia il giorno della presentazione: "In panchina voglio gente che copra più ruoli: così noi saremo più coperti e loro più contenti perché giocheranno di più".
Un altro jolly, dunque, potrebbe esssere Van Rossom, che non ha mai nascosto di voler giocare anche da guardia. In questo modo si farebbe un acquisto in meno e potrebbe rimanere anche Tomassini, con la società che si terrebbe un jolly comunitario da utilizzare a stagione in corso. Ma nel pacchetto esterni manca ancora la figura chiave: il playmaker. Sul quale, evidentemente, si voglino investire molte risorse.
Elisabetta Ferri