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Speciale Scavolini Spar 2008-2009

SCAVOLINI SPAR

Ora è caccia grossa al play:
Finley è il primo della lista

Manca solo una pedina per chiudere lo starting-five: confermato Hicks nel ruolo di ala piccola, presi Sakota e Williams come lunghi, riportato a casa Cinciarini, la guardia, adesso manca il playmaker

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Morris Finley, Siena Montepaschi /(Ap/Lapresse) Pesaro, 16 luglio 2009 - Manca solo una pedina per chiudere il quintetto base e sarà quella chiave. Confermato Hicks nel ruolo di ala piccola, presi Sakota e Williams come lunghi, riportato a casa Cinciarini, la guardia, adesso la Scavolini Spar concentra tutte la sua concentrazione e le sue energie sul playmaker. Che vede sempre Morris Finley al primo posto nella lista dei sogni. Un inseguimento che per realizzarsi ha bisogno di tanti soldi, ma non solo.

 

Servono anche l’abilità e la diplomazia per trattare con un colosso come Siena e convincerla che Pesaro potrebbe essere la piazza giusta dove mandarlo in prestito. Anche perché, Badalona a parte, che si è ritirato dalla trattativa prendendo un altro regista, non ci sono club che spingono così fortemente come la Vuelle. Il play coi capelli rasta, esploso a Rieti e poi passato alla Montepaschi con cui ha vinto lo scudetto, avrebbe piacere di continuare la sua esperienza in Eurolega e questo palcoscenico la ScavoSpar non può offrirglielo.

 

Ma può dargli quel ruolo di titolare a cui aspira e, con un po’ di buona volontà da ambo le parti, anche lo stipendio che doveva percepire in Toscana. Altrimenti, se il peso economico finisse tutto sulle spalle della Vuelle, è impensabile arrivare a una felice conclusione. Ci sarebbe già un’alternativa, ma non sembra essere Wood, che evidentemente non convince fino in fondo lo staff tecnico, visto che ormai ha virtualmente rescisso il suo contratto con la Benetton e sarà presto libero sul mercato.

 

Che la società biancorossa stia provando a fare un grosso sforzo, lo dimostra il cambio di strategia sul ruolo di guardia, come spiega il gm Montini: "Sull’arrivo di un altro n.2, decideremo una volta preso il playmaker - spiega il dirigente biancorosso, al quinto anno di permanenza dietro la scrivania di via degli Abeti -. Ma potrebbe anche darsi che il cambio di Cinciarini sia Van Rossom, con la possibilità di tenerci un terzo visto comunitario da usare sul mercato in caso di necessità".

 

Intanto, è imminente il rientro del team manager Barbalich dagli Stati Uniti: "Mi sono appuntato qualche nome, ma non per l’immediato - spiega -. Ci servirà per il nostro data-base, anche se devo dire che il livello visto quest’anno è bassino".

 

Alla Summer League di Las Vegas s’è visto anche Deji Akindele, con la maglia di Portland: "Onestamente non mi è sembrato molto brillante, qua c’è gente più determinata di lui ad entrare nella Nba. Invece - aggiunge Barbalich - sono rimasto incantato da Austin Daye, 207 cm di raffinata tecnica, con lo stesso primo passo di Darren".

Elisabetta Ferri