L’arte contemporanea ricomincia da tre. Cambia lo status: programmazione triennale e comitato scientifico
di Paolo Angeletti
Pesaro, 26 gennaio 2012 - Dopo 16 anni la Pescheria cambia il suo status. Da Istituzione comunale diventa Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive. Le motivazioni di questo nuovo assetto giuridico sono diverse: di ordine tecnico-normativo, poiché le leggi di stabilità finanziaria hanno di fatto reso sempre più difficile l’operatività delle istituzioni degli enti locali che operano nel settore della cultura; poi ci sono ragioni di opportunità.
«Nella Fondazione di Partecipazione — spiega l’assessore alla Cultura Gloriana Gambini —, abbiamo individuato l’istituto giuridico di diritto privato che costituisce il nuovo modello italiano di gestione delle iniziative nel campo culturale e del non profit in genere; è lo strumento più idoneo a consentire di sviluppare e dare vita ad un soggetto pubblico-privato in cui enti ed istituzioni pubbliche, così come organizzazioni private e singoli cittadini possano entrare a far parte, con modalità diverse contribuendo a determinare gli indirizzi e le azioni della Fondazione, creando così le condizione per una sorta di “azionariato culturale diffuso”».
Quella che ieri mattina la Gambini, assieme a Roberto Bertozzini (presidente del Cda uscente e della futura fondazione) e Cesare Gamba (era assente Gianfranco Tonti), ha illustrato nel corso di una conferenza stampa è una vera e propria svolta per la Pescheria e per il mondo pesarese legato all’arte contemporanea. La decisione, che il consiglio comunale ha votato all’unanimità, ha come conseguenza l’annullamento dell’attuale Cda. Il nuovo consiglio prevede un massimo di 15 componenti ‘partecipanti sostenitori’ che dovranno garantire da 6.000 a 10.000 euro l’anno per tre anni. E quella “temporale” è un’altra, fondamentale, novità: una programmazione triennale garantisce infatti risultati migliori sia dal punto di vista finanziario che artistico. «Questo — ha sottolineato Bertozzini — faciliterà il rapporto con gli sponsor e con tutti coloro che vorranno contribuire alla raccolta fondi in una prospettiva strategica di lungo periodo».
Una rifondazione, da tutti i punti di vista, che prevede un dipartimento didattico e un comitato scientifico composto da almeno tre persone. A presiederlo sarà Ludovico Pratesi, il cui ruolo non è in discussione. L’amministrazione comunale ha garantito lo stesso impegno finanziario: 70.000 euro annuali. Gaetano Vergari e Alberto Barbadoro “rientrano” in assessorato mentre Thomas Mattiucci e Camilla Falcioni sono “assunti” dalla Fondazione. In previsione la creazione di una “Pescheria Off”, un coffee shop da ricavare nella confinante pescheria ora chiusa.
«L’obiettivo — ha ribadito Gambini — è potenziare: vorremmo raggiungere un bilancio che sia composto per un terzo dai fondi del Comune, per un terzo dai ‘partecipanti sostenitori’ e per un terzo dall’azionariato culturale diffuso nella città». Per “stimolarlo” sono previste diverse iniziative. Alcune potrebbero essere clamorose.
di Paolo Angeletti