Dalmonte presenta Cantù: "Non sono più la stessa squadra dell’andata"
di Elisabetta Ferri
Pesaro, 10 febbraio 2012 - Quando una squadra piace, stare senza di lei per un po’ ne fa sentire la mancanza. Così la sensazione è che il pubblico pesarese attenda con ansia che si riaccendano i riflettori sul parquet dell’Adriatic Arena. L’ultima partita in casa è datata 22 gennaio: e la novità è che contro la Bennet Cantù rivedremo in campo dopo cinque settimane anche Cusin.
«Dovremo essere bravi ad avere un buon impatto dopo la sosta — è la parola d’ordine di coach Dalmonte —. Se la pausa da una parte ci ha consentito il recupero delle energie, dall’altra ci ha tolto sicuramente il ritmo-partita, ritmo che Cantù possiede invece abbondantemente, sia nelle gambe che nella testa. Ci servirà dunque una grande forza mentale: attenzione e presenza per 40’, aspettando con pazienza gli errori di una difesa, quella della Bennet, che non molla».
La squadra allestita da Trinchieri ha un nucleo molto forte: la vera spina dorsale è formata da Mazzarino, Micov, Markoishvili e Leunen, che sono in Brianza da tre stagioni: «Ogni anno, la società è stata brava ad aggiungere il pezzo giusto per incastrarsi al meglio con gli altri — sottolinea Dalmonte —. Hanno la profondità di un roster che deve reggere sui due fronti, ogni ruolo è ben coperto e possiedono tre dei migliori tiratori in uscita dai blocchi che ci sono in Europa: Basile, Mazzarino e Markoishvili. L’arrivo di Brunner ha dato una sferzata di energia al pacchetto dei lunghi che può contare sull’esperienza di Marconato e sui centrimetri di Shermadini. però la chiave del reparto resta Leunen, giocatore eccellente, che può coprire tanti spazi con la sua polivalenza». Sulla carta sembrerebbe un match proibitivo, ma in sede di presentazione Luca giustamente accende tutti gli allarmi.
«Avere un’alta opinione del proprio avversario non significa ritenerlo imbattibile — precisa —. Abbiamo già dimostrato che non andiamo mai rassegnati incontro a una partita difficile e poi li abbiamo già battuti a casa loro. Ma oggi loro sono una squadra diversa: all’andata Basile non c’era, e nemmeno Brunner».
Domenica sarà un pomeriggio speciale per Andrea Cinciarini, pesarese doc che finora ha raccolto soltanto soddisfazioni all’astronave nei derby con la Sutor ma che oggi vive un momento di grande difficoltà, tanto che la Bennet ha appena ingaggiato un play americano per sopperire alle sue lacune in cabina di regia: «Ma Cincia è un ragazzo di valore, io l’ho conosciuto bene in Nazionale — ribatte Dalmonte —. E anche se ora attraversa un momento critico sono sicuro che possiede le qualità morali e le motivazioni per fare una grande partita a Pesaro». E qualcosa dal cilindro Andrea lo dovrà tirar fuori, perché Doron Perkins non sarà della partita e nel frattempo Cantù ha lasciato libero l’altro play, Nicolas Gianella.
Sul fronte biancorosso la fortuna non aiuta Cusin, fermato ieri dall’influenza: «Un’altra difficoltà che si aggiunge al suo tentativo di recuperare il tempo perso. Non sarà al 100% e ne siamo consapevoli — dice il suo allenatore —: Marco ha fatto un ottimo lavoro differenziato col prof. Venerandi ma lo sforzo atletico di una partita è un’altra cosa. Però è voglioso di tornare a giocare e noi siamo contenti di rivederlo nel gruppo».
di Elisabetta Ferri