Il nuovo allenatore: "Gliela sfilai alla fine dello spareggio di Milano"
di Elisabetta Ferri
Pesaro, 22 luglio 2012 - Poche ore dopo aver chiuso la porta su un passato che sembra lontanissimo, la Vuelle ha già svoltato. Ieri pomeriggio, alla velocità della luce, la società ha presentato ufficialmente il suo nuovo allenatore. Che sarà, come ormai era nell’aria, Giampiero Ticchi. Un prodotto di casa nostra, nato a Gradara, che da ragazzo - ma anche dopo - è stato un tifoso appassionato della squadra biancorossa. Per dimostrarlo, ieri ha preparato un piccolo colpo di teatro, estraendo dalla sua borsa la maglia n.11 di Joe Pace.
Una reliquia che conserva gelosamente dal 1980: "Gliel’ho sfilata alla fine dello spareggio salvezza di Milano — racconta il nuovo coach —. Ero fra le migliaia di tifosi saliti al palazzone di San Siro e seguii la partita a bordocampo perché facevo le foto". Gli basta per accattivarsi la simpatia dei tifosi accorsi all’Hotel Excelsior: "Sono davvero contento per questa possibilità, è un desiderio che si concretizza: essere l’allenatore della squadra per cui hai fatto il tifo fin da piccolo è bellissimo".
Un sogno sfiorato più volte negli anni passati, che diventa realtà nella stagione più dura, quella dell’uscita di Scavolini: "Ci vuole coraggio ad accettare questa sfida — ammette — e io ce l’ho. Sento anche un forte senso di responsabilità nell’essere il coach di una società gloriosa in un momento difficile. Questa non è stata una scelta professionale, ma di cuore. Cercavano una persona umile, che avesse entusiasmo: mi rispecchio in questa descrizione".
L’aspetto umano certo non gli difetta: 'Salpo', come lo chiamano gli amici, è un personaggio squisito ed originale. Ed ha le sue idee anche in fatto di basket: in attacco ha sempre usato il triangolo di Phil Jackson, pur avendo spesso squadre non eccezionali: "Mi piace dare un’identità tecnica alla mia squadra e spesso risulta divertente da vedere per gli spettatori. Ma è la difesa ad essere fondamentale: ho sempre puntato anche molto sul senso di appartenenza alla squadra e sullo spirito di sacrificio. Il nostro obiettivo è la salvezza, non possiamo promettere niente di più — sottolinea — ma cercheremo di conquistarla giocando la miglior pallacanestro possibile".
di Elisabetta Ferri
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dell'inviato Leo Turrini