La Vecchia Guardia dice la sua su prezzi, riduzioni e biglietti, punto dolente
di Elisabetta Ferri
Pesaro, 12 settembre 2012 - La scorsa stagione, il ritorno dei 'veterani' sulle transenne ha modificato l’atmosfera dentro il palasport. "E il sostegno non mancherà nemmeno quest’anno" promettono i leader della Vecchia Guardia. Ecco perché vale la pena dargli ascolto quando avanzano idee e proposte in merito alla prossima campagna abbonamenti che sarà presentata domani: "Ormai siamo grandini, viviamo la città e sappiamo che aria tira, anche nelle tasche dei pesaresi" dice Marco Piccoli.
Che spiega il motivo della chiamata fatta lunedì a Valter Scavolini: "Siamo stati convocati due volte in sede dal gm Montini: la prima, tutti insieme, in un’afosa domenica di luglio, successivamente io da solo. Ma ci siamo resi conto che nessuna delle idee da noi proposte era stata riferita al resto della società. La nostra non è una polemica, nè una contestazione perché noi saremo regolarmente al nostro posto, al fianco della squadra. Ma siccome temiamo che, così com’è, questa campagna abbonamenti possa essere un buco nell’acqua, vogliamo dare il nostro contributo per migliorare le cose".
Le proposte vertono soprattutto su tre punti: "Il primo. Visto che il terzo anello non si può aprire, trasformare il secondo in un settore unico, al costo di 200 euro. Siamo sicuri — dice Piccoli — che almeno tremila persone potrebbero aderire a una proposta del genere, portando in cassa 600.000 euro. Che sarebbero molti di più dei 350.000 che la società conta di incassare mantenendo i prezzi dell’anno scorso: cosa che secondo noi invece rischia di essere un flop".
Il secondo punto riguarda le riduzioni: "Con tutto il rispetto, lo sconto alle donne non ha più senso quando ci sono tanti uomini in difficoltà col lavoro. Allora dovremmo fare anche un abbonamento per uomo cassintegrato, in mobilità, o separato con figli da mantenere! — esclama —. Inoltre una riduzione ai ragazzi fino a 18 anni ci sembra una concessione sin troppo generosa, basta e avanza uno sconto agli Under 14. Se devono incassare di più, alzino l’abbonamento del parterre, lì c’è gente che se lo può permettere e basta con gli omaggi a questo e quello. In questo modo si recuperano soldi".
Ultimo punto (dolente): i biglietti: "Va bene favorire la cultura dell’abbonamento ma non si può bastonare chi viene a fare il biglietto una volta ogni tanto. Esauriti in abbonamento i soliti settori, l’anno scorso il biglietto più economico costava 28 euro! Ho visto coi miei occhi gente arrivare al botteghino e andarsene via".
La sensazione è che non vengano sfruttate fino in fondo le potenzialità di una piazza come Pesaro: "Troppo facile seguire la routine confermando sempre la stessa formula — aggiunge Maurizio Crapanzano —. Il mondo è cambiato, c’è la crisi, ma la passione della gente va premiata con formule alternative. Bisogna farsi venire nuove idee, magari mini-abbonamenti solo per alcune partite. Detto questo, la nostra intenzione è quella di mantenere all’interno del palas un clima costruttivo e divertente".
Elisabetta Ferri
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