Pesaro, 12 novembre 2017 - Pesaro si toglie da una crisi nera battendo in casa per 80 a 75 il Brindisi, altra formazione con problemi non da poco e guidata dall’ex Dell’Agnello.

Un match che ha girato nel terzo quarto della gara quando Omogbo, l’ala forte della formazione di Leka, ha iniziato a straripare grazie alla sua forza fisica: non solo canestri nel momento della rimonta ma anche tanti e tanti rimbalzi, ben 16 alla fine della gara.

Pesaro era partita con il piede sbagliato, un classico delle formazioni che sono in crisi di identità: un rilevatore sono stati i tiri liberi nel primo quarto di gioco: 3 su 7 e l’inizio partita “moscio” del pivot Mika ma anche dello stesso Omogbo.

Con Brindisi avanti costantemente di 7-10 punti nei primi venti minuti di gioco grazie soprattutto a Lalanne e a Giuri, la gara sembrava destinata ad un finale conosciuto: la sconfitta. Invece ad inizio di ripresa la formazione di Leka sospinta proprio da Omobgo si è tolta il torpore di dosso ed ha iniziato ad essere più aggressiva e più concreta, grazie anche ad un calo della formazione pugliese.

Una rimonta molto forte, sospinta anche dal pubblico che ha iniziato a sostenere i biancorossi padroni di casa. Dopo il coro «andate a lavorare» che si è alzato dalle tribune nei primi venti minuti.

Nel finale, con alcuni giocatori stanchi ad iniziare da Moore, che non ha avuto un secondo di riposo, la gara si è giocata sul filo. Un equilibrio spezzato a due minuti dal termine da Bertone che ha messo dentro, in entrata, un canestro d’oro più fallo. La dote che ha dato la vittoria alla formazione padrona di casa. Nonostante la brutta prova di domenica scorsa a Capo d’Orlando, 3.800 persone erano presenti al palasport della Torraccia.