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Rossi e Ducati, l'accordo è fatto:
pilota italiano
su moto italiana

Durante il week di Laguna Seca, previsto per 25 luglio, arriverà finalmente l’annuncio dell’accordo fra il dottore e la Casa di Borgo Panigale

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Valentino Rossi, 31 anni (Reuters)
Valentino Rossi, 31 anni (Reuters)

Bologna, 14 luglio 2010 - Valentino Rossi e la Ducati faranno un bel regalo per le prossime vacanze di agosto agli sportivi italiani. Durante il week di Laguna Seca, previsto per 25 luglio, arriverà finalmente l’annuncio dell’accordo fra il dottore e la Casa di Borgo Panigale. Dal punto di vista tecnico, organizzativo e di confronto fra Filippo Preziosi e Rossi le cose sono già state tutte appianate.

 

Se nei giorni scorsi avevamo scritto che fra il progettista della Gp10 e il nove volte campione del mondo era scaturito un 'ni', adesso a noi risulta che siamo passati ad un sicuro 'sì'. I temi tecnici di impostazione di squadra fra Preziosi e Valentino sono stati sviscerati in ogni minimo particolare e i due hanno convenuto che questo matrimonio 's’ha da fare'.

 

Al campione di Tavullia è scattata la molla di voler tornare quanto prima in gara per dimostrare che è ancora uno dei più forti, se non il più forte: "Sono molto contento di come è andata". Queste le prime parole di Valentino Rossi dopo la seconda sessione di test con una Yamaha Superbike, stavolta sul circuito ceco di Brno. "Sono molto più in forma della scorsa settimana - ha continuato Rossi -".

 

"Dopo qualche giro ho avuto problemi alla spalla ed al ginocchio. Vorrei andare al Sachsenring, ma devo aspettare una radiografia. Se la tibia ha fatto callo osseo potrò andare". In attesa di vedere nuovamente Valentino in pista, sono iniziate le schermaglie formali per arrivare alla stesura definitiva del contratto che lo legherà alla Ducati.

 

Non è certamente facile quando si tratta del pilota più forte del momento (e certamente di sempre) e di una moto che ha rappresentato molto per l’industria italiana. Basta pensare allo Scrambler degli anni ’60, oppure alla 1000 del 1972 che vinse al debutto con Paul Smart alla guida, oppure al mitico Monster di questi anni. Da una attenta analisi si può subito dedurre che la squadra Ducati-Rossi sarà ben diversa da quella che il campione era riuscito a mettere in piedi quando lasciò la Honda. Mentre è sicura la presenza con la casacca rossa del telemetrista di fiducia di Valentino, ben diverse le questioni di Davide Brivio e Jeremy Burgess.

 

Il primo legatissimo alla Yamaha fin dall’inizio della sua carriera sportiva non può certamente trovare spazio in una nuova squadra che ha già la sua organizzzazione. Quindi Brivio resta in Yamaha per motivi di opportunità. Diversa la posizione di Jeremy, che alle soglie dei 60 anni non ha intezione di gettare un altro guanto di sfida. E poi la Yamha gli ha promesso di offrirgli un posto di rilievo in patria quando tornerà definitivamente in Australia.

Piero Campani


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