Chi vuole la cittadinanza osservi leggi e regole. La religione non c'entra
Chi arriva in Italia e vuole lavorare con onestà e rispetto delle nostre leggi — è la tesi da sempre sostenuta da Fini, ma anche dai leghisti — ha diritto al permesso di soggiorno e poi alla cittadinanza. I cittadini italiani devono conoscere la lingua e rispettare le leggi. La cultura (specie quella religiosa) è cosa diversa...

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Tiene banco in questi giorni il problema sollevato anche da Fini sulla riduzione del tempo di soggiorno per ottenere la cittadinanza. Penso che questo diritto si debba basare soprattutto su fondamentali requisiti: conoscenza della lingua, della Costituzione, della cultura e delle tradizioni della nostra nazione per dimostrare l’effettiva volontà di una integrazione autentica.
Renzo Rossi, Conselice (Ravenna)
GIANFRANCO Fini ha incontrato Rasha, ragazza italiana con genitori di nazionalità egiziana. Rasha è laureata in relazioni internazionali e sta prendendo una seconda laurea in scienze cognitive. Al presidente della Camera ha detto che i suoi genitori sono da 40 anni in Italia ma debbono ancora rinnovare il permesso di soggiorno.
«Siamo tutti d’accordo che la clandestinità sia un reato — ha detto Rasha — ma andrebbe affrontata in altro modo e non con le sanatorie». Il tema della cittadinanza è dunque centrale per battere la clandestinità: la riduzione dei tempi e l’introduzione del principio giuridico dello jus soli in luogo dello jus sanguinis. Ovvero: chi nasce sul territorio italiano è automaticamente cittadino italiano (come accade negli Usa, ad esempio). Chi arriva in Italia e vuole lavorare con onestà e rispetto delle nostre leggi — è la tesi da sempre sostenuta da Fini, ma anche dai leghisti — ha diritto al permesso di soggiorno e poi alla cittadinanza. Che automaticamente comporta il diritto elettorale: se sei cittadino italiano voti. Sono d’accordo: tutti i cittadini italiani devono conoscere la lingua e rispettare le leggi. La cultura (specie quella religiosa) è cosa diversa: ma se uno ammazza la figlia fidanzata con un cittadino di altra religione va in galera. Punto.
di Pierluigi Visci
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