Ferrara, 13 febbraio 2018 - Si vedono poco ma ci sono, eccome. E si possono trovare quasi in ogni parte del mondo. Stiamo parlando dei laminati in piano prodotti da Vetroresina, una società nata nel 1969, ubicata in un paesino (Masi San Giacomo) non lontano da Ferrara, che cresce e si consolida di anno in anno. Un successo, insomma, frutto di un mix fra impegno, ricerca, innovazione, sacrificio, grande intelligenza, pazienza e molto altro ancora. In più – e questo è forse il segreto vero – c’è la famiglia proprietaria (i Colombarini) che nel Ferrarese è ben conosciuta e stimata per le sue grandi capacità, messe a fuoco anche in campo sportivo attraverso l’acquisto della gloriosa Spal (che era precipitata davvero in basso) riportata a suon di vittorie addirittura in serie A. Oggi il timone dell’azienda e del comparto industriale è nelle mani di Simone Colombarini, presidente della società, che ha rilevato il padre Francesco. Il settore agricolo, storico interesse della famiglia, è invece gestito dal fratello Luca.

Premio Mascagni, lo speciale

Simone Colombarini, ci parli di questo vostro prodotto speciale.
«I laminati in piano che produciamo sono in resina e fibra di vetro. Vengono montati, principalmente, su camper e camion frigoriferi».

Si dice che siate formidabile nell’ascolto del cliente.
«Chi produce deve mettersi nei suoi panni per comprendere le sue necessità e suggerirgli le soluzioni più adeguate: nel caso dei camper, siamo riusciti a sostituire gli interni di questi veicoli che un tempo erano in alluminio e compensato. Questi nuovi pannelli sono molto migliori».

Il vostro business va talmente bene che state ampliando lo stabilimento di Masi.
«Sì, la sede sarà implementata con un nuovo capannone di 5.000 metri quadrati che significa la possibilità, per noi, di aumentare del 20 per cento la produzione creando quattro nuove linee produttive. In primavera è prevista l’inaugurazione (con nuova occupazione ndr)».

Intanto, dati alla mano, state procedendo a… tutto gas.
«Da tempo registriamo la piena capacità produttiva degli impianti: tre turni giornalieri per sei giorni la settimana. 135 dipendenti e un fatturato di oltre 45 milioni (60 milioni il consolidato industriale ndr.)».

E non solo in Italia.
«E’ vero, abbiamo altri due stabilimenti: in Brasile e negli Stati Uniti».

Inevitabile la domanda sulla Spal. Perché l’avete rilevata e come avete fatto a portarla in A?
«Tutto nasce quando nel ’90 trasferimmo l’attività a Masi San Giacomo. Pensammo che fosse giusto sostenere la piccola società dilettantistica di calcio del paese (che fu spinta - incredibile – fino alla LegaPro ndr). Poi si presentò la possibilità di acquistare la Spal e lo facemmo. Dalla serie C alla A: una grande soddisfazione e anche un grande impegno. Ce la stiamo giocando per rimanere nella massima serie».