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IL PIANO di recupero della Darsena e le iniziative immobiliari sostenute dall’amministrazione comunale per restituire pregio e dignità al quartiere continuano a mostrare ...
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2008-04-08
IL PIANO di recupero della Darsena e le iniziative immobiliari sostenute dall’amministrazione comunale per restituire pregio e dignità al quartiere continuano a mostrare coni d’ombra. Ne è convinto Eugenio Costa, capogruppo di Forza Italia, che punta l’indice in particolare sulle bonifiche dei terreni contaminati dalle attività industriali e sui diffili rapporti di vicinato tra le attività produttive ancora esistenti e i nuovi quartieri residenziali. Nel mirino c’è il comparto tra via Maramotti e via Adria, dove è già stato realizzato un primo stralcio di iniziative di edilizia popolare su aree ex industriali fortemente contaminate. «Non è necessario essere specialisti per capire i costi elevatissimi richiesti per la bonifica di quei siti — dice Costa — nel caso siano convertiti a edilizia residenziale. Saremo parte attiva nei controlli delle procedure di bonifica in corso, per evitare il rischio di eventuali danni ai residenti». Per questo il gruppo consiliare ‘azzurro’ chiederà copia dei rapporrti di Arpa e Ausl. Non solo. Forza Italia annuncia che procederà in proprio a prelievi e carotaggio del sottuolo del comparto già costruito «per verificarne eventuali criticità e informare correttamente i residenti». Un capitolo collegato è quello del risanamento del canale Candiano. La giunta ha chiarito che intende applicare una sorta di ‘oneri di bonifica’ ai privati impegnati nella realizzazione di interventi edilizi. «Quanto servirà per mettere a punto questo meccanismo? E per quali motivi soggetti come Iter, Acmar e pochi altri che hanno già costruito non sono stati gravati — chiede Costa — da questo tipo di tassazione?». Altro aspetto critico è l’inquinamento da rumore. Le nuove aree residenziali sorgono a pochi passi da un insediamento storico, quello della Nuova Pansac. Anni fa l’azienda aveva intrapreso un programma di delocalizzazione ma, non trovando un accordo con l'Amministrazione comunale, ha attuato ingentissimi investimenti sulla propria catena di produzione, rendendo oggi «impensabile un suo trasferimento prima che sia trascorso almeno un decennio». «E’ così evidente — sottolinea il capogruppo di Forza Italia — che i problemi di inquinamento acustico, saranno qui risolvibili solo in tempi medio-lunghi e che, da questa mancata intesa, la comunità insediata ha ricevuto un forte danno». Costa segnala infine l’indiscriminata demolizione di edifici degli anni Venti, che, secondo gli stessi uffici comunali, rappresentavano una qualificata testimonianza di architettura industriale.