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di ROBERTO ROMIN PROPRIO MENTRE a Roma il Governo decideva che oggi avrebbe po...

di ROBERTO ROMIN
PROPRIO MENTRE a Roma il Governo decideva che oggi avrebbe posto la fiducia alla manovra economica, ieri mattina il Pd ravennate, e i ‘propri’ amministratori degli enti ...
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2008-08-05
di ROBERTO ROMIN
PROPRIO MENTRE a Roma il Governo decideva che oggi avrebbe posto la fiducia alla manovra economica, ieri mattina il Pd ravennate, e i ‘propri’ amministratori degli enti locali della nostra provincia, si riunivano per valutare le ricadute sul terreno locale del Dpref e per decidere le strategie di approccio alla lotta politica da mettere in atto alla ripresa dell’attività di settembre. A tirare le fila del discorso sono stati il senatore Vidmer Mercatali, capogruppo nella commissione bilancio al Senato in rappresentanza del Pd, e l’onorevole Gabriele Albonetti, questore della Camera. Preoccupazione e incertezza, i termini più usati: «La campagna elettorale del Pdl — ha sbottato Mercatali — era stata incentrata tutta sul taglio delle tasse, ma in realtà, com’è certificato nel Dpref, assisteremo ad un aumento. Non è così che si aiutano le famiglie. I consumi stanno diminuendo ed è la prima volta che una cosa del genere accade. Quello però che a noi non va giù è il taglio generalizzato dei contributi. È una cosa inaccettabile, perché così si penalizzano ingiustamente quegli amministratori virtuosi e capaci di gestire al meglio le risorse». Paolo Valenti, coordinatore provinciale del Pd, ha portato il proprio contributo in qualità di assessore al bilancio di Faenza: «Il rimborso dell’Ici sulla prima casa è stato sbandierato a livello propagandistico, ma la copertura è insufficiente per il 25 per cento. Come amministratori locali dobbiamo già mettere in conto ritardi nei pagamenti delle fatture. Questo avrà una pesante ricaduta sul sistema della cooperazione e sugli artigiani che lavorano per i Comuni, soprattutto quelli più piccoli». Sulla stessa lunghezza d’onda si è sintonizzato Alberto Pagani, segretario provinciale del Pd, che ha anticipato la tempistica delle iniziative di lotta: «Si tagliano le risorse agli enti locali in egual misura, senza seguire un criterio logico. Questa Finanziaria aggraverà la crisi ed è per questo che la lotta politica dovrà partire dalla base. Ci ritroveremo a Roma, ad ottobre, in una grande manifestazione nazionale». A sottoscrivere il coro di proteste sono stati Mario Mazzotti, consigliere regionale, Giorgio Sagrini, sindaco di Casola Valsenio, Emma Ponzi, sindaco di Riolo, Giuseppe Magrini, assessore al bilancio di Castelbolognese, Angelo Antonellini, sindaco di Alfonsine, Laura Rossi, sindaco di Bagnacavallo, Gianluca Dradi, assessore alla sanità di Ravenna, Mirko Bagnari, sindaco di Fusignano e Pietro Vanicelli, sindaco di Russi. La chiosa è toccata al presidente della provincia Francesco Giangrandi: «Il blocco degli investimenti è la vera emergenza. Un esempio? Dovremo necessariamente rivedere la tempistica sui progetti di costruzione dei licei classici di Lugo e Faenza, dell’Isia di Faenza, nonché la ristrutturazione dello Scientifico di Ravenna. Più in generale dovremo risparmiare 700mila euro nel 2009, 2,4 milioni nel 2010 e ben 4,5 milioni nel 2011. Senza dimenticare poi il blocco delle assunzioni».









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