FORNIVA INFORMAZIONI A UNIMPRESA CONCORRENTE
Il dipendente infedele smascherato a colpi di mouse
SI CHIAMA Report Post, ed è un software che segnala i comportamenti anomali di chi si trova davanti a un computer. E la trappola informatica che avrebbe permesso ai...
2008-08-06
SI CHIAMA Report Post, ed è un software che segnala i comportamenti anomali di chi si trova davanti a un computer. E la trappola informatica che avrebbe permesso ai dirigenti della Gb Group, azienda modenese che produce ricambi per macchine movimento terra, di smascherare il dipendente che passava informazioni industriali allesterno: divulgava prezzi e modalità di pagamento, consentendo così ai concorrenti di fare offerte migliori e soffiare clienti alla Gb. Il dipendente in questione, Federico Fedi, che lavorava per la Cgr Ravenna, società controllata dalla Gb, è stato condannato in primo grado per appropriazione indebita di informazioni commerciali. «Le prove che abbiamo prodotto sono tante e di tutti i generi spiega lavvocato Luca Pastorelli, che difende la Gb Group Documenti cartacei, telefonate, e anche tracce informatiche. E il software Report Post in questo senso ci ha aiutato. Il programma informatico percepisce le operazioni anomale che il dipendente effettua: nel nostro caso era un addetto allarea commerciale che si occupava di un determinato settore. Il software ha registrato ogni visualizzazione che faceva lui su settori che non gli competevano direttamente. Addirittura sono state registrate 3000 operazioni su settori che il nostro sospettato non aveva alcun interesse a visionare. Gli abbiamo chiesto spiegazioni, e la verità ha cominciato ad emergere». La sentenza di condanna è stata emessa il 24 luglio ed entro 90 giorni saranno rese note le motivazioni. Oltre a Federico Fedi, è stato condannato anche Gabriele Montanari, dipendente della Usco di Modena, società concorrente, per ricettazione. Le pene, entrambe condonate, sono state rispettivamente di un anno e di un anno e sei mesi. Ora il presidente della Gb Group, Filippo Borghi, punta al risarcimento dei danni. «Quando la sentenza sarà passata in giudicato ha detto Borghi avremo tutti i diritti per avviare un procedimento civile per rivalerci sul piano economico. Le perdite sono state cospicue: abbiamo perso dei clienti, che si sono rivolti alla concorrenza sicuri di trovare prezzi inferiori ai nostri. E siamo anche stati costretti ad abbassare i nostri prezzi, per evitare il rischio di perdere i clienti».
r.g.