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LA CGIL continua a porre al centro della propria piattaforma anticrisi la richiesta di detassare la ...

LA CGIL continua a porre al centro della propria piattaforma anticrisi la richiesta di detassare la tredicesima e non le ore di straordinario. Lo ha sottolineato il segretario provinciale Luigi Foleg...
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2008-11-15
LA CGIL continua a porre al centro della propria piattaforma anticrisi la richiesta di detassare la tredicesima e non le ore di straordinario. Lo ha sottolineato il segretario provinciale Luigi Folegatti intervendo ieri all’assemblea promossa in occasione dello sciopero regionale indetto per contrastare la proposta di rinnovo di modello contrattuale di Confindustria. Nella sua relazione il leader della Camera del lavoro ravennate ha sottolineato le crescenti difficoltà delle nostre imprese, sulla scia della crisi internazionale, anche se in misura minore di altri territori. «In un futuro non molto lontano — ha aggiunto — potremmo avere anche nel Ravennate imprese in grado di produrre ma incapaci di sostenere finanziariamente la produzione. Per questo dal Governo servono risposte urgenti. Invece l’Esecutivo sta andando nella direzione sbagliata».

L’UFFICIO studi della Cgil ha intanto fornito il quadro aggiornato delle crisi aziendali in atto nella nostra provincia. Risulta che sono 42 le aziende interessate da riduzione di prestazione lavorativa in varie forme, dalla cassa integrazione all’esaurimento delle ferie arretrate, alla mobilità. Il settore maggiormente interessato è quello della metalmeccanica: nel Faentino ci sono 14 imprese che stanno riducendo il lavoro, 10 hanno sede nel Lughese, 2 nel capoluogo. Difficoltà crescente anche nel comparto agroalimentare, con 10 imprese industriali che attuano forme di riduzione del lavoro, tutte concentrate nell’area lughese. Per quanto riguarda le costruzioni, il fenomeno è concentrato nel Faentino, con due imprese dell’edilizia e due della lavorazione legno.

I LAVORATORI dipendenti coinvolti sono 1333: il 38 per cento appartiene al metalmeccanico, il 43 all’agroindustriale, il 10 alla gommaplastica, il 5 alle costruzioni, il 3 per cento ai servizi. Il ricorso alle procedure di mobilità è stato attivato in tre aziende, due dei servizi e una della gommaplastica.









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