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Le conclusioni del consulente nominato dal pm

«Quel muletto ha svoltato senza dare la precedenza»

LA CONSULENZA svolta dall’ingegnere Jerri Mancini per ricostruire la dinamica della sciagura mortale del 2 agosto scorso in via Godo, nei pressi di San Marco, in cui morì la trentacinquenne...
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2008-12-04
LA CONSULENZA svolta dall’ingegnere Jerri Mancini per ricostruire la dinamica della sciagura mortale del 2 agosto scorso in via Godo, nei pressi di San Marco, in cui morì la trentacinquenne Daniela Consolaro, dà ragione ai genitori della vittima. Loro infatti non sono mai stati convinti della prima ricostruzione della dinamica, ovvero del fatto che la ragazza, esperta conducente di moto, avesse perso il controllo della propria Suzuki 600 finendo così contro un muletto fermo sul passo carraio di una azienda agricola, al numero 93 della provinciale Godo. E l’ingegnere Mancini, nella conclusione della consulenza — era stato incaricato dal pm Isabella Cavallari — scrive a chiare lettere che «l’ipotesi più probabile è che la motociclista abbia frenato per cercare di evitare il muletto che si trovava nella fase di svolta» a sinistra, provenendo dalla direzione opposta. «Una ipotesi che appare perfettamente plausibile anche dal punto di vista cinematico — scrive il consulente — ed avvalorata dalla presenza di un veicolo in fase di sorpasso che può essersi frapposto ai due mezzi impedendone per alcuni istanti la reciproca visibilità». Nel senso che il muletto, che proveniva da San Marco, dopo essere stato sorpassato da un’auto, — secondo la ricostruzione del consulente — ha iniziato la svolta a sinistra «senza concedere la precedenza al motociclo che proveniva da destra e senza accertarsi di poter» eseguire la manovra «senza causare pericolo agli altri veicoli in circolazione».
Quando il muletto ha effettuato la svolta, la motocicletta — scrive ancora l’ingegnere Mancini — si trovava a 44 metri di distanza e procedeva a una verosimile velocità di 70 chilometri orari, come impone il limite ivi esistente. La turbativa creata dalla improvvisa manovra del conducente del muletto avrebbe indotto Daniela Consolaro a ‘inchiodare’ con il freno anteriore: questo ha comportato l’impennata della moto a causa della quale la ragazza è stata disarcionata e catapultata contro le strutture del muletto, morendo sul colpo.
Se le conclusioni della consulenza tecnica vanno nella direzione che restituisce un po’ di tranquillità ai lacerati familiari di Daniela, elementi di fatto ancor più significativi nella direzione di una più marcata responsabilità del conducente del muletto sarebbero emersi dalla testimonianza di un automobilista rintracciato dai parenti della vittima dopo che gli stessi avevano tappezzato le strade di Villanova di Ravenna e di San Marco di manifesti con la foto della vittima e la ricerca di informazioni sull’incidente. Il teste è stato già sentito dalla polizia giudiziaria su incarico del pm Cavallari.
Carlo Raggi









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