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I NODI DELL’ECONOMIA

NEL corso del 2008 sono aumentati i fallimenti rispetto ai dodici mesi precedenti. Secondo i dati statistici elaborati dal Sole-24 ore , Ravenna condivide con la provincia di Bologna l’aumento p...
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2009-01-27
NEL corso del 2008 sono aumentati i fallimenti rispetto ai dodici mesi precedenti. Secondo i dati statistici elaborati dal Sole-24 ore , Ravenna condivide con la provincia di Bologna l’aumento più consistente in regione.
A Ravenna la crescita è stata del 238,5% passando da 26 a 88 fallimenti, a Bologna del 230,5% salendo da 95 a 314. Difficile, però, mettere questi dati in relazione con la crisi economica. Alcuni osservatori rilevano come fosse abbastanza basso il dato del 2007 tanto che il successivo aumento potrebbe essere fisiologico.
A questi va aggiunto che nel pomeriggio di ieri la Camera di Commercio di Bologna ha fatto capire in maniera informale che i numeri riguardano le procedure concluse nel 2008, ma che in moltissimi casi si riferiscono a fallimenti avvenuti in anni precedenti. Ed è quanto sarebbe accaduto per la provincia di Ravenna “anche perché in passato non abbiamo avvertito segnali tali da giustificare questo aumento improvviso dei fallimenti”.
Implicitamente quindi il loro valore come indicatore della crisi e’ minore.
Nelle altre province spicca Piacenza dove la percentuale sale del 183,9% (da 31 a 88), seguita da Reggio Emilia con il 145,5% (da 55 a 135). Parma ha un aumento tondo del 100% (da 25 a 50). A poca distanza Modena (98,5% da 68 a 135), e Ferrara (97,1% da 35 a 69). In fondo alla graduatoria Forli’ con il 59,3% (da 54 a 86) e Rimini con il 48,6% (da 37 a 55).
Anche tra i rappresentanti che siedono al Tavolo dell’economia non vengono presi questi dati come elementi decisivi per analizzare la crisi. In ogni caso si parla di procedure aperte da tempo, dove ogni situazione va analizzata singolarmente. Non esisterebbe quindi una relazione diretta con la crisi economica aperta dopo il crack finanziario internazionale del settembre.
«E’ chiaro che siamo attenti a ogni segnale – afferma il sindacato – e analizziamo anche il trend dei fallimenti. Ma per giudicare le ripercussioni di questa crisi dobbiamo guardare alle richieste di cassa integrazione, alle ferie forzate, alle chiusure, all’atteggiamento del mondo bancario rispetto a mutui e liquidità. In questo caso monitoriamo la situazione ormai quotidianamente per avere il polso aggiornato della situazione».









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