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ISPEZIONE DEI LUOGHI STAMANE PER RECUPERARE LE CARCASSE DI POINTER MORTI E SEPPELLITI

La Forestale torna nell’allevamento dei cani

OGGI LA Forestale tornerà, probabilmente con un escavatore, nell’allevamento di Giorgio Guberti, in via Dismano ad Osteria. Cercherà «tracce ed altri effetti materiali» del r...
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10387.jpg 2009-02-18
OGGI LA Forestale tornerà, probabilmente con un escavatore, nell’allevamento di Giorgio Guberti, in via Dismano ad Osteria. Cercherà «tracce ed altri effetti materiali» del reato di maltrattamento agli animali e di smaltimento senza autorizzazioni di liquami e acque reflue degli allevamenti: in particolare si tratta di accertare la presenza di «carcasse di animali seppellite» nei terreni di proprietà di Guberti. La richiesta, in tal senso, è stata avanzata dalla stessa Forestale di Ravenna con una nota depositata in Procura il 12 febbraio. Il pm che ha firmato quello che altro non è che un decreto di ‘ispezione dei luoghi’ è Daniele Barberini, ovvero il magistrato cui era stata delegata l’indagine relativa a un esposto presentato contro Guberti il 22 dicembre, appena una settimana prima del blitz della Forestale di Ravenna e di Roma sollecitato dallo stesso ministero delle Risorse Agricole (il ministero cui appartiene il Corpo Forestale), e che poi ha ‘ereditato’ anche l’inchiesta successiva.
Che i terreni dell’allevamento di via Dismano nascondessero carcasse di cani deceduti nel corso del tempo non è mai stato un mistero: erano evidenti, tali tracce, anche nei giorni del blitz, il 29 e il 30 dicembre allorchè vennero tutti i cani pointer di Guberti furono sequestrati, C’è un’ampia documentazione fotografica a evidenziarle. D’altronde il veterinario ha sempre voluto tenere vicino a sè anche le carcasse dei suoi cani deceduti, rifuggendo l’idea di incenerirli come invece impone la normativa.
A quale fine una tale ricerca? Va da sè che il recupero dei resti (che non venne fatto a fine dicembre dalla Forestale) servirà a provare ulteriormente l’ipotesi contravvenzionale dell’abusivo smaltimento di rifiuti. Riesce invece non facilmente comprensibile anche agli stessi difensori di Guberti il nesso fra i resti e il maltrattamento. Come razionalmente ipotizzare che da un teschio o da altre ossa canine si possa risalire alla causa della morte e se questa fu dovuta a maltrattamento? ci si chiede.
Insomma, a un mese e mezzo dal clamoroso blitz ben ‘gestito’ a livello televisivo dallo stesso nucleo speciale della Forestale di Roma, il Nirda, che operò in appoggio alla Forestale di Ravenna, l’inchiesta pare non avere fatto ancora un passo avanti nè a favore dell’accusa nè a favore della difesa (va da sè che il riferimento è all’ipotesi di reato di maltrattamento). Ieri mattina i legali che assistono Guberti, ovvero Giancarlo Ridolfi, Giovanni Scudellari e Aldo Guerrini, hanno incontrato il procuratore Daniele Barberini per cercare di conoscere un po’ il punto della situazione. Il fatto è che non ci sono ancora i risultati delle autopsie ai cani sotto sequestro e deceduti, nè ancora la Procura ha ritenuto di provvedere a una consulenza tecnica sui metodi di allevamento e sulla loro incidenza sullo sviluppo fisico e sulle caratteristiche comportamentali: è uno degli argomenti, questo, toccato ieri mattina dai difensori di Guberti nel corso del colloquio con il pm. Il fatto è che una consulenza tecnica, ora, a condizioni variate (i cani non si trovano più nelle condizioni dell’ipotetico maltrattamnento) è inutile, è viziata in partenza: una constatazione, questa, avanzata dal collegio difensivo di Guberti già all’indomani del sequestro e in vista del ricorso al tribunale del riesame e di cui ora anche la Procura sembra costretta a prendere atto.
Carlo Raggi









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