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UN INQUIRENTE: «LE LUCCIOLE NON PAGHERANNO MAI LE SANZIONI»

Sono scomparse le organizzazioni Adesso c’è lo ‘sfruttamento in famiglia’

QUASI OGNI sera la Questura organizza controlli sulla statale Adriatica e nelle zone della prostituzione sul litorale. E quasi ogni sera viene identificata una decina di ragazze: sono in prevalenza b...
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2009-02-20
QUASI OGNI sera la Questura organizza controlli sulla statale Adriatica e nelle zone della prostituzione sul litorale. E quasi ogni sera viene identificata una decina di ragazze: sono in prevalenza bulgare e romene, c’è qualche albanese e poi ci sono i tradizionali viados. Quasi ogni sera scattano cinque-dieci sanzioni amministrative a ragazze e automobilisti: alle ragazze sia in relazione alla legge Merlin, ovvero l’adescamento, norma per anni desueta e ripescata qualche tempo fa, sia in relazione al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza che sanziona il travestimento (per i viados); per gli automobilisti la sanzione si riferisce alla violazione dell’ordinanza in vigore fino a ieri ed erroneamente definita antiprostituzione, ma che in realtà vieta la fermata ai veicoli lungo la statale Adriatica o altre strade frequentate dalle lucciole.
Dice un inquirente: «Sono mesi che abbiamo intrapreso questo assiduo tipo di controllo notturno per cercare di limitare il fenomeno. E’ tutto inutile: nessuna di loro ha mai pagato una ‘multa’. Ogni sera sanzioniamo le stesse ragazze: sono prevalentemente comunitarie, non sono nelle condizioni di essere allontanate, non hanno precedenti, non hanno però neppure legami con il territorio, insomma non hanno un’auto o un immobile di proprietà e quindi non hanno un patrimonio che possa essere aggredito dalle Agenzie delle Entrate o dalle varie agenzie della riscossione». Inutile parlare delle ragazze africane: sono prive di documenti e un verbale amministrativo contro di loro ha il valore men di zero. D’altronde, come anche eventuali viado brasiliani senza permesso, sono ‘inespellibili’ dall’Italia per tanti motivi.
Da alcuni anni a questa parte il panorama della prostituzione nel Ravennate sembra cambiato. Soprattutto agli investigatori non risultano più le pericolose organizzazioni di sfruttatori albanesi o romeni che fino al 2004-2005 avevano il monopolio della prostituzione e che sono state oggetto di tante investigazioni della Squadra Mobile e dei carabinieri con arresti e condanne pesantissime. Insomma, alla ‘tratta delle schiave’ si è sostituito lo ‘sfruttamento di famiglia’: romene e bulgare ‘lavorano’ per sè, per l’amico o per il fidanzato. Sempre sfruttamento è, ma più difficile e meno ‘remunerativo’ da investigare e da colpire giudiziariamente. Dice un inquirente: «Molte ragazze vengono qui dalla Romania perchè chiamate dalle amiche per via del facile guadagno. Rendiamoci conto che si parla di ragazze che in Romania vivono in case il cui pavimento spesso è in terra battuta. Ricordo di una signora che in Romania, ogni volta che il marito voleva un pacchetto di sigarette, lei usciva di casa e si prostituiva per il valore del pacchetto. Ora è qui e ogni sera guadagano qualche centinaio di euro, e in più è ‘protetta’ dal punto di vista igienico-sanitario».
c.r.









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