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Da oggi sanzione da 400 euro per le lucciole e i clienti

«Uno strumento per ridurre l’offerta di sesso sulle strade»

di CARLO RAGGI
LO STATO non riesce a governare il fenomeno della prostituzione e con il pacchetto sicurezza del luglio scorso e il successivo Decreto Maroni ha passato la palla ai sindaci. Adesso ...
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di CARLO RAGGI
LO STATO non riesce a governare il fenomeno della prostituzione e con il pacchetto sicurezza del luglio scorso e il successivo Decreto Maroni ha passato la palla ai sindaci. Adesso l’hanno raccolta anche i sindaci di Ravenna e di Cervia che hanno varato la prima ordinanza antiprostituzione valevole per tutto il territorio dei due comuni e che, presentata ieri in conferenza stampa a Palazzo Merlato, entrerà in vigore da oggi. E’ la prima ordinanza che Fabrizio Matteucci e Roberto Zoffoli firmano sulla base dei nuovi poteri concessi ai sindaci in via ordinaria in tema di incolumità pubblica, sicurezza dei cittadini, decoro urbano.
Il provvedimento sanziona le condotte della prostituta e del cliente. «E’ fatto divieto a chiunque, sulla pubblica via e su tutte le aree soggette a pubblico passaggio di esercitare l’offerta di prestazioni sessuali e, comunque, di assumere atteggiamenti, comportamenti o indossare abbigliamenti che manifestino inequivocabilmnemnte tale intenzione. E’ altresì fatto divieto a chiunque, a bordo di un veicolo circolante sulla pubblica via, di richiedere prestazioni sessuali a pagamento, di far salire a bordo del veicolo come di intrattenersi, anche solo per chiedere informazioni, con soggetti che, per l’atteggiamento, abbigliamento o comportamento, appaiano esercitare attività di meretricio su strada». Colpiti quindi automobilisti, camionisti, motociclisti e anche ciclisti (sono tutti a bordo di ‘veicoli’); ne sarebbe escluso il solo pedone! Sanzione? Quattrocento euro per prostituta e cliente. Va da sè che pagherà solo quest’ultimo sempre che i vari Comitati sorti in giro per l’Italia non ricorrano al Tar contro l’ordinanza (come già accaduto a Verona e Roma) posto che i dubbi di legittimità anche costituzionale — sottolineano gli esperti — non mancano non fosse altro perchè il Decreto Maroni è un regolamento amministrativo e farne discendere condotte sanzionabili e sanzioni violerebbe il principio della tassatività della riserva di legge per le condotte da sanzionare anche amministrativamente.
D’altronde la fragilità dello strumento a fronte della complessità del fenomeno è ben presente negli amministratori che sono intervenuti in conferenza stampa, da Matteucci a Zoffoli, all’assessore Gianluca Dradi, ai comandanti della Polizia Municipale di Ravenna Stefano Rossi e di Cervia Roberto Ricci. «L’obiettivo — sottolinea il sindaco di Cervia — è quello di cercare di ridurre il fenomeno della prostituzione soprattutto in quelle strade, a Savio come a Lido di Classe in cui creano, a partire addirittura dalle 20, una situazione difficile, insopportabile per i cittadini». Aggiunge il sindaco Matteucci: «Personalmente sono favorevole alla proposta Turco-Prestigiacomo presentata tempo fa sull’autoorganizzazione della prostituzione, evitando però di creare ghettizzazioni. Ma noi dobbiamo tenere presente la situazione attuale che porta spesso a degenerazioni della convivenza civile e cercare di gestirla con gli strumenti a disposizione. L’ordinanza offre qualche mezzo in più rispetto alla legislazione attuale, è un ulteriore strumento di dissuasione». Prosegue il primo cittadino di Ravenna: «I poteri in materia di ordine pubblico spettano allo Stato; sono contrario a metterli in capo anche ai sindaci. Il fatto è che il Governo di centrodestra ha fallito su questo fronte, riducendo i fondi per le forze di polizia e ha fallito anche in tema di legislazione sull’immigrazione: la Bossi-Fini è un fallimento, mostra la faccia feroce, ma in concreto è inattuabile. Le espulsioni sono solo virtuali. Basta dire che in tanti anni il Governo non è riuscito a rendere efficace un concreto accordo con la Tunisia, di rimpatrio degli immigrati, o di controllo degli imbarchi lungo la costa libica. Se ne parla solo, ma non c’è nulla di fatto».
Pone un argomento di riflessione e lavoro il comandante Stefano Rossi dando notizia del monitoraggio effettuato a Lido di Classe sugli affitti: su 48, quattro erano contratti irregolari. Un monitoraggio del genere dovrebbe essere esteso a tutto il litorale, come anni fa, e reso costante. Servirebbe a conoscere ancora meglio il territorio e forse qualcosa di irregolare in più potrebbe emergere.
Evidenzia il comandante Roberto Ricci: «L’ordinanza è uno strumento che all’interno di una sinergia già in atto fra tutte le forze di polizia, fornirà un valore aggiunto all’impegno che quotidianamente mettiamo in campo».
Ancora qualche cenno sul provvedimento. Contiene una clausola a beneficio della lucciola che, se dovesse emergere una grave situazione di violenza o grave sfruttamento, non verrà sanzionata e anzi, se lo vorrà, potrà essere avviata a un percorso di accoglienza; un atteggiamento di favore che ricalca l’articolo 18 della legge sull’immigrazione Turco-Napolitano del 1998 che offre il permesso di soggiorno.









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