2009-06-14
SONO anni che si parla di realizzare la Nuova San Vitale, cioè una strada alternativa alla vecchia statale e che sia in grado non solo di assorbire la maggiore mole di traffico sviluppatasi negli ultimi anni, ma anche di togliere tale traffico dai tanti paesi attraversati. Il progetto però stenta a concretizzarsi, soprattutto per le ingenti risorse economiche che dovrebbero essere stanziate dagli enti locali, in primis la Regione. E poi sembra che la Provincia di Bologna non sia più così convinta della priorità dellopera.
Allora i Comuni della Bassa Romagna interessati alla nuova San Vitale e la Provincia di Ravenna hanno incaricato lingegnere Alberto Bucchi, di origini lughesi e che ha lavorato a titolo gratuito, di disegnare un percorso alternativo (detto anche piano B) lungo una ventina di chilometri, che lasci inalterato il progetto originario, ma che allo stesso tempo sia in grado di risolvere le molte problematiche della San Vitale. Ad illustrarlo è il presidente della Provincia, Francesco Giangrandi, il quale ricorda che «nel 2001 diverse strade statali del Ravennate, compresa la S.Vitale, sono passate dallo Stato alla Regione e da questa alla Provincia. E se la Provincia riesce a far fronte in maniera soddisfacente alla manutenzione, rimangono problemi strutturali, uno dei quali riguarda proprio la S.Vitale: serve una nuova strada che colleghi linterporto di Bologna col porto di Ravenna attraversando anche la Bassa Romagna. Però, tra le altre cose, la Regione ora non è in grado in accollarsi lingente spesa di questopera, senza dimenticare le difficoltà legate poi agli espropri». Alla luce di ciò, in accordo col presidente dellUnione dei Comuni Raffaele Cortesi, la Provincia ha incaricato quindi Bucchi di realizzare un percorso sussidiario che colleghi la Selice con lA14 bis.
Un percorso, precisa Giangrandi, «finalizzato a collegare velocemente Massa, S.Agata, Lugo, Cotignola e Bagnacavallo e, ovviamente, a ridurre in modo drastico il traffico di queste città. Tragitto che non dimentichi le aree produttive. Il progetto preliminare delineato da Bucchi si sviluppa su strade già esistenti ed è quindi più veloce da mettere in atto. Nel dettaglio il tratto in questione di Nuova S.Vitale, lungo una ventina di chilometri, parte da via Palmiera (traversa della Selice nei pressi di Fruges) e si sviluppa su strade già esistenti, che saranno allargate a circa 11 metri, ed eviterebbe Massa, S.Agata, Villa S.Martino e Lugo. La strada poi si interconnette con una rotonda sulla strada che collega Lugo a Cotignola in prossimità dellautostrada per poi immettersi nellA14 bis liberalizzata». Per questo tracciato occorrerà costruire un ponte sul Santerno (tra S.Agata e Bagnara) e un cavalcavia, o sottopasso, per superare la ferrovia tra Lugo e Castel Bolognese.
Anche se il corridoio per questo tracciato è previsto nel Psc della Bassa Romagna, «saranno le nuove Giunte comunali del Lughese sottolinea Cortesi a dover scegliere il percorso migliore, poi la parola passerà ai consigli comunali dopo aver promosso un dibattito popolare». La Regione avrebbe garantito di cercare i finanziamenti per i circa 30 milioni di euro necessari allopera e lobiettivo, conclude Cortesi, «è di arrivare alla progettazione definitiva entro il 2010 e di vedere le ruspe allopera entro la fine legislatura».
Luigi Scardovi