2009-06-27
FERMATA alla guida della bicicletta mentre parla al cellulare e multata di 144 euro. Un episodio che può destare sorpresa, ma che è realmente accaduto, vittima la faentina Monica Pederzoli. La vicenda risale alla fine di maggio, ma è stata resa nota dallinteressata e dal marito solo in questi giorni. Erano le 16.15, via Carchidio era chiusa al traffico con una transenna posizionata dalla Polizia municipale, come sempre agli orari di entrata e di uscita dei bambini da scuola. La donna ha sistemato il figlioletto di 22 mesi sul seggiolino e, assieme alla figlia di 9 anni in sella a unaltra bicicletta, ha cominciato a percorrere via Carchidio. E stato in quei frangenti che la signora Monica ha ricevuto una chiamata sul cellulare. Lei non si è fermata, ma, sempre pedalando, ha risposto. A quel punto, è la ricostruzione della donna, lagente della Municipale in servizio per garantire la sicurezza degli alunni lha richiamata e si è fatto consegnare un documento di identità, in quanto avrebbe dovuto sanzionarla. Lei, incredula, si è un po agitata. Sempre secondo la versione della donna, terminato il servizio davanti alla scuola lagente ha effettuato una telefonata e solo dopo si è occupato di lei, multandola per 78 euro a causa di una violazione dellarticolo 173 del Codice della Strada, commi secondo e terzo. Dopo una ventina di giorni, alla signora Pederzoli è stata notificato un verbale con la cifra rettificata: da 78 a 148 euro, così come previsto dal comma 3-bis. Sul nuovo verbale, i commi indicati sono però rimasti il secondo e il terzo, che prevedono la sanzione da 78 euro, e non il 3-bis. Fin qui i fatti così come raccontati dalla donna in una lettera-sfogo in cui non ha mancato di sottolineare il disagio per quella scena vissuta sotto gli occhi di altri genitori, di vari insegnanti e soprattutto dei propri figli.
IL COMANDANTE della Polizia municipale, Paolo Ravaioli, difende la piena legittimità del comportamento dellagente e ricorda che larticolo 173 del Codice della strada sancisce «il divieto al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ... È consentito luso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento luso delle mani)». «La ratio della norma spiega il comandante Ravaioli è evitare che il conducente di un veicolo, bicicletta compresa, sia distratto mentre si trova alla guida. Non bisogna dimenticare che la bicicletta è a tutti gli effetti equiparata a un veicolo e dunque sottoposta a tutte le limitazioni cui sono sottoposti gli altri veicoli». Un rigore che quindi può benissimo essere applicato anche per i ciclisti che procedono in senso vietato, sui marciapiedi, senza fare uso delle luci nelle ore serali, oppure continuando a pedale pur avendo una mano impegnata dallombrello.