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Sul lavoro senz’acqua nè cibo per il ramadan. Preoccupata la Coldiretti

Islamici, è iniziato il mese del digiuno

di ALESSIA GOZZI
DALL’ALBA di venerdì mattina è iniziato il ramadan, il mese sacro per gli islamici che sono tenuti a rispettare un rigoroso digiuno. Niente acqua e niente cibo dall...
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11546.jpg 2009-08-23
di ALESSIA GOZZI
DALL’ALBA di venerdì mattina è iniziato il ramadan, il mese sacro per gli islamici che sono tenuti a rispettare un rigoroso digiuno. Niente acqua e niente cibo dall’alba al tramonto fino al 19 settembre. Una privazione che può diventare rischiosa per chi svolge lavori che comportano fatica fisica, soprattutto in questi giorni di caldo africano. Anche se a Ravenna non ci sono mai state lamentele da parte di datori di lavoro, la preoccupazione per questa pratica resta. Il presidente di Coldiretti, Massimiliano Pederzoli è abbastanza netto sull’argomento: «E’ una questione di buon senso e anche di coscienza personale — sostiene —. Con il caldo di questi giorni se vedo un bracciante che sta dieci ore sotto il sole senza bere, a me verrebbe spontaneo farlo bere. Poi se ci scappa il morto ti senti anche respondabile». Secondo Pederzoli il problema di fondo è che «queste persone vogliono trasferire un po’ troppe delle loro usanze qua da noi. Di braccianti c’è bisogno ma a tutto c’è un limite».
«CHI non prova non sa cosa significa il ramadan — replica Babacar Pouye, senegalese, rappresentante dei cittadini extra-Ue del Comune di Ravenna —. Chi lo fa lo ha sempre fatto fin da bambino, il fisico è abituato. Anche sul lavoro rendiamo lo stesso e nessun datore mi ha mai detto di non fare il ramadan. Così come non ho sentito lamentele da parte di altri islamici qui a Ravenna». E poi, aggiunge, «chi ha problemi di salute, gli anziani, oppure le donne incinta non sono obbligati a osservare il digiuno. Anche oer questo chi lo fa è perchè sa di poterlo fare senza conseguenze di salute». Anche Charles N’Tchameni, portavove di Ravenna Solidarietà e presidente dell’Associazione ‘Il Terzo Mondo’ dice di non aver mai sentito parlare «di polemiche legate al rendimento sul lavoro a causa del ramadan», anzi, «spesso sono i datori dicono ‘se non ce la fai puoi andare a casa e recuperare un altro giorno’. Mi sembra che qui a Ravenna la cosa venga vissuta molto serenamente».
Sul fronte delle imprese, l’ex presidente dei costruttori edili dell’Ance, Gianni Pasini, conferma «di non aver mai sentito di contrasti su questo tema. I colleghi — spiega — che hanno lavoratori islamici si sono adeguati, le cose si sono sempre sistemate tra lavoratore e datore di lavoro». Sulla stessa linea il presidente della Cia di Ravenna, Fabrizio Rusticali: «A livello provinciale — afferma — non c’è mai stata una gran polemica sul ramadan nè ho avuto segnalazioni da parte degli agricoltori».









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