Ravenna, 12 settembre 2017 - Si prospetta molto ricca la prima giornata della settima edizione di ‘Dante 2021’, che riparte quest’anno da una citazione della Divina Commedia: ‘Il lungo studio e ‘l grande amore’ (Inferno I, v. 83).

Il festival si apre mercoledì 13 settembre alle 17 – agli Antichi Chiostri Francescani – con i saluti di Ernesto Giuseppe Alfieri (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna), Claudio Marazzini (presidente dell'Accademia della Crusca) e Domenico De Martino (direttore artistico di Dante2021). E, fin dalla prima giornata, Dante2021 intreccia temi, suggestioni e ispirazioni non solo nel linguaggio della ricerca e dello studio, ma anche in quello della musica, del teatro e delle arti visive, per un viaggio sulle tracce del Poeta che si realizza con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Ravenna, accanto alle collaborazioni con soggetti cittadini quali l’Istituzione Biblioteca Classense e il Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali e la Casa Matha – Schola Piscatorum.

A seguire i saluti inaugurali, ‘Dante parla russo’ con Alexander P. Lobodanov dell’Università Lomosonov di Mosca, dove è preside della Facoltà di Arti e direttore del Dipartimento di Semiotica e teoria dell'arte, che illustrerà la grande diffusione dell’amore per l’opera dantesca in Russia e quanto questa abbia contribuito ad arricchire la stessa poesia russa. Il suo intervento sarà accompagnato da letture - di cui sarà finissimo interprete l’attore e autore Alessandro Libertini, fondatore della Compagnia ‘Piccoli Principi’ - di testi scelti da Puskin a Blok, da Achmatova a Mandelstam. Saranno incluse anche due poesie dedicate a Ravenna e a Dante, firmate da Alexander Blok (1880-1921) e di Nikolaj Zabolockij (1903-1958).

Alle 18.30 l’inaugurazione della mostra in cui saranno esposte le ‘Visioni dantesche’ di Aristide Foà. Bibliotecario a Parma e cultore dell’arte a tutto tondo, profondo conoscitore di musica classica e appassionato pittore, Foà fu costretto dalle persecuzioni razziali a emigrare in Svizzera; riprese le proprie attività alla fine della guerra, fino alla morte nel 1958. Le ventidue tavole ad acquarello ispirate a episodi della Commedia nacquero, secondo le parole dello stesso autore, come «espressione di sensazioni e di immagini più che di cose, le quali vi sono rappresentate in quella reale irrealtà di forme e sopra tutto di luci e di colori che è caratteristica della poesia dantesca». Realizzato nei primi anni ’20, il ciclo delle Visioni gli valsero il Gran Premio dell’Accademia d’Italia nel 1929, ma in seguito è stato raramente esposto nella sua interezza.

Alle 21 la Basilica di San Francesco - la 'chiesa di Dante' in cui ebbero luogo le esequie del Poeta quasi sette secoli fa - si fa palcoscenico per il concerto promosso e offerto dall’Associazione Musicale Angelo Mariani di Ravenna. Per ‘I canti del Purgatorio’ la voce recitante di Marcello Prayer accompagna l’esibizione della soprano Giulia Semenzato e della mezzosoprano Josè Maria Lo Monaco, accanto al Coro Ludus Vocalis, al Coro Santo Spirito e all’Orchestra Città di Ferrara, diretti da Diego Terreni. Le preghiere e i Salmi che Dante ha ricordato e fatto risuonare attraverso le voci delle anime del Purgatorio saranno presentati, accanto ai relativi versi della Commedia, nei canti gregoriani ma anche nelle musiche di Vivaldi, Bach, Mozart, del compositore russo Nikolaj Kedrov (1871-1940) nonché del maestro di cappella del Duomo di Ravenna Benedetto Megni (1574-1637).
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