Ravenna, 14 luglio 2017 - Dopo il buon esito della prima edizione dello scorso anno, che ha portato un’importante novità nel panorama culturale e cinematografico locale, da martedì 18 a giovedì 20 luglio L’Antico Porto al chiaro di Luna ospita la seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema archeologico di Ravenna - Premio ‘Olivo Fioravanti’, organizzata da Fondazione RavennAntica e Archeologia Viva. Durante le tre serate saranno presentati una serie di documentari, selezionati da Dario Di Blasi, uno dei massimi esperti del settore, che, attraversando i secoli, spaziano nelle molte civiltà di cui il Mediterraneo è stato culla e bacino di diffusione.

Ma una grande e prestigiosa novità contraddistingue la presente edizione: le proiezioni saranno precedute, alle 21, da conversazioni tenute da personaggi legati al mondo dell’archeologia e dell’arte. Si inizia il 18 luglio con il presidente di RavennAntica Giuseppe Sassatelli che introdurrà il primo ospite, il professor Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. In compagnia di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, converserà sul tema del suo ultimo libro ‘Un patrimonio italiano. Beni culturali, paesaggi e cittadini’ (Utet). Un viaggio nell’Italia migliore, un tour ideale tra musei, parchi, monumenti, gestiti ‘dal basso’: tante soluzioni diverse che dimostrano come sia possibile fare dell’eredità culturale un elemento vivo e un fattore di coesione e di crescita di una comunità, grande o piccola che sia.

Mercoledì 19 luglio la giornalista e scrittrice Marisa Ranieri Panetta presenterà il suo ultimo libro ‘Messalina e la Roma imperiale dei suoi tempi’ (Salani). Aveva solo ventitré anni, Valeria Messalina, quando morì pugnalata dai sicari imperiali. Per sette anni era stata la donna più invidiata e ammirata di Roma: da quando suo marito, il cinquantenne Claudio, era succeduto a Caligola sul trono imperiale. In quel periodo, a detta delle principali fonti letterarie, si era macchiata di così tanti crimini e perversioni che il suo nome divenne nei secoli sinonimo di scelleratezza: Messalina era stata più lasciva di Cleopatra, più dissoluta di Poppea, più intrigante di Agrippina. In un vivido affresco della vita di corte nella Roma del primo secolo dopo Cristo, questo libro analizza da ogni punto di vista le audaci trasgressioni dell'imperatrice, ripercorrendo le sue vicende attraverso le pagine degli storici antichi.

Giovedì 20 luglio, infine, il giornalista Fabio Isman, grande esperto del commercio illegale dei nostri beni culturali racconterà. ‘L’Italia dell’arte venduta. Collezioni disperse, capolavori fuggiti’ (Il Mulino). Quadri, statue e sculture, libri e intere biblioteche, codici miniati, porcellane, mobili, manufatti pregiati: l’Italia ha sempre venduto la propria arte. Perché mutano i gusti, o perché i patrimoni vanno in rovina, e a chi per secoli ha commissionato o posseduto i capolavori spesso non resta che il blasone. È una storia che vale la pena di narrare, al di là delle catastrofi causate dai conflitti, sempre irrispettosi dell’arte, o dei criminali scavi archeologici che alimentano i lucrosi mercati internazionali.

Al termine delle presentazioni, alle 21.30, verranno proiettati i documentari: ‘Cirene Atene d’Africa’ e ‘i confini del mare Tirreno e Adriatico diviso fra Etruschi, Fenici e Focesi’ il 18 luglio; ‘Cose di donne’ e ‘Pompei: la Domus di Giulio Polibio’ il 19; ‘Sulle note del mistero. La musica perduta degli Etruschi’ e ‘La moschea del venerdì di Isfahan. Mille anni di cultura islamica’. Le conversazioni e proiezioni sono a ingresso gratuito (consigliata la prenotazione: tel. 0544-478100).

Da segnalare, infine, che durante le tre serate alle 19 sono in programma anche le visite guidate con aperitivo (al costo di dieci euro con prenotazione obbligatoria).