Ravenna, 12 settembre 2017 – Dal 13 al 17 settembre ritorna ‘Dante 2021’ a Ravenna, la settima edizione della manifestazione che punta i riflettori sul settimo anniversario della morte di Dante Alighieri. Il festival, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca e sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, propone – come di consueto – incontri, spettacoli e concerti a ingresso gratuito, nei luoghi danteschi della città, dagli Antichi chiostri francescani alla Biblioteca Classense, dalla Basilica di San Francesco a Casa Matha.

Come motto di questa edizione è stato scelto quest’anno ‘l lungo studio e ‘l grande amore' (Inferno 1, v. 83). «Due termini – afferma il direttore artistico Domenico De Martino – con cui Dante definisce il proprio atteggiamento verso il maestro Virgilio e che a ragione oggi dobbiamo applicare al nostro sguardo verso l’autore della Commedia. Una diffusa passione, un gusto per la lettura dei testi che si rafforza e si sostanzia nei valori della ricerca più avanzata sia essa letteraria, filologica, storica e artistica: questo è Dante 2021 il senso dell’alta divulgazione»

Gli appuntamenti porteranno in scena lo studio e l'amore di protagonisti come Alexander Lobodanov dell'Università Lomosonov di Mosca, il direttore della Stampa Maurizio Molinari, il presidente dell'Abi e della Cassa di Risparmio di Ravenna Antonio Patuelli, i vincitori delle Olimpiadi di italiano organizzate dal ministero dell'Istruzione, due figure di riferimento del teatro italiano come Sandro Lombardi e David Riondino, lo stilista e imprenditore Brunello Cucinelli, sostenitore di un 'capitalismo neoumanistico' e mecenate che ha più volte ricordato il valore dell'arte come 'risorsa necessaria’.

Sabato sera, ai Chiostri francescani, saranno assegnati due riconoscimenti: il premio Dante-Ravenna 2017 al giornalista e scrittore Corrado Augias, il premio Musica e parole 2017 al cantautore Enrico Ruggeri. Da segnalare anche l’apertura, ai Chiostri Francescani’ della mostra ‘Le visioni dantesche’ di Aristide Foà, bibliotecario di Parma e cultore dell’arte a tutto tondo, profondo conoscitore della musica classica e appassionato pittore che ha realizzato 22 tavole ad acquerello ispirate a episodi della Commedia.