Ravenna, 20 marzo 2017 - Con l’incontro che vedrà protagonista il reporter di guerra del quotidiano torinese La Stampa, Domenico Quirico, si conclude il ciclo ‘Scritture di frontiera’, progetto proposto da ScrittuRa Festival in collaborazione con l’assessorato all’Immigrazione del Comune di Ravenna. L’appuntamento è per martedì 21 marzo alle 18, a Palazzo Rasponi delle Teste quando – l’autore di ‘Esodo. Storia del nuovo millennio’ (Neri Pozza) – dialogherà con Stefano Bon e Matteo Cavezzali.

Il suo ultimo libro è frutto del lungo viaggio con i popoli migranti che si stanno riversando in Europa. Il suo è il racconto in presa diretta della ‘grande migrazione’ che sta già mutando il mondo e la storia a venire. Un esodo che ha inizio là dove parti intere del pianeta si svuotano di uomini, di rumori, di vita. ‘Negli squarci sterminati di Africa e di Medio Oriente – si legge nel libro -, dove la sabbia già ricopre le strade e ne cancella il ricordo, dove sterpaglie e foresta inghiottono edifici, capanne e campi (che senso ha coltivare ancora una terra che non dà nulla, sfinita com’è dalle siccità, dalla mancanza di concimi e dalla esiguità delle sementi?).

Nei luoghi dove tutti quelli che possono mettersi in cammino partono e non restano che donne e vecchi che hanno avuto paura. Raggruppati, rannicchiati insieme, senza un grido, una parola. Gli unici rumori sono quelli della guerra: camion carichi di soldati bambini o gendarmi, jihadisti sui loro pick up e le loro lugubri bandiere. Termina nel nostro mondo, dove file di uomini sbarcano da navi che sono già relitti o cercano di sfondare muri improvvisati, camminano, scalano montagne, hanno mappe che sono messaggi di parenti o amici che già vivono nel Paradiso. È il Grande Esodo. Muterà il mondo, ma quando ce ne accorgeremo sarà già in noi.

Il libro racconta la coralità di questa mutazione: non storie singole di migranti, perché è un delitto separarli, ma il viaggio, in terra e in mare, che li ha resi un popolo nuovo’. Quirico, è stato corrispondente da Parigi e inviato di guerra. Si è interessato fra l'altro degli avvenimenti sorti a partire dal 2010-2011 e noti come ‘Primavera araba’. Il 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come corrispondente, è stato rapito. Viene liberato l'8 settembre dello stesso anno, in seguito a un intervento dello Stato italiano. Tra i suoi molti libri, si segnalano ‘Naja. Storia del servizio di leva in Italia’ (Mondadori, 2008), ‘Primavera araba. Le rivoluzioni dall'altra parte del mare’ (Bollati Boringhieri, 2011), ‘Gli ultimi. La magnifica storia dei vinti’ (Neri Pozza, 2013), ‘Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria’ (Neri Pozza, 2013), ‘Il grande califfato’ (Neri Pozza, 2015).