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Sosta vietata alla Bassona
"Noi passeggeremo nudi"

L'ufficio per la biodiversità del Corpo forestale ha avanzato un progetto per interdire alcune zone. L'obiettivo è di difendere meglio la natura regolamentando gli accessi a pineta, dune e spiagge. Naturisti in rivolta

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La zona di Lido di Dante riservata ai naturisti (foto Zani)
La zona di Lido di Dante riservata ai naturisti (foto Zani)

Ravenna, 17 febbraio 2010 - La spiaggia della Bassona sarà interdetta ai nudisti e a tutti coloro che vogliono prendere il sole sdraiati beatamente sulla spiaggia. Almeno in lunghi tratti dove sarà consentito solo il transito sulla battiggia.

E’ quello che emerge, in sostanza, dalla proposta di un nuovo regolamento che cerca di mettere ordine (e divieti). Un documento avanzato nero su bianco dal Corpo forestale dello Stato. «Stiamo lavorando insieme al Comune e al Parco — afferma Giovanni Nobili, responsabile dell’ufficio per la biodiversità di Punta Marina del Corpo forestale — per una regolamentazione concreta degli accessi alla pineta, alle dune e alla spiaggia».

L’obiettivo? Una qualificazione dell’area con il fine di una migliore conservazione ambientale. «Ci rendiamo conto naturalmente del richiamo turistico che ha questa zona — continua Nobili —, in realtà ci sarebbe il divieto d’accesso ma non vogliamo arrivare a questo. Bisogna lavorare assieme e individuare delle aree in cui si può mantenere la frequentazione della spiaggia così come è adesso, mentre in altre parti della spiaggia permettere solo il passaggio in riva al mare per godere e allo stesso tempo difendere la natura circostante».


Ieri c'è stato un incontro con l’assessore all’Ambiente, Gianluca Dradi, che spiega: «Non è un provvedimento contro i nudisti, infatti non riguarda un modello di comportamento in sè, bensì la fruizione che si fa di un posto. Siamo all’inizio, stiamo verificando i percorsi di accesso per accedere alla spiaggia dove in alcune zone non si potrà sostare come, per esempio, in prossimità della foce del fiume Bevano. Un certo tipo di comportamento è stato finora tollerato, anche perché mancava un regolamento preciso. Adesso cambierà sicuramente qualcosa».

Jean Pascal Marcacci, presidente dell’Aner, l’associazione naturisti Emilia-Romagna, allunga una mano in segno di dialogo ma è pronto a dare subito ‘battaglia’. «Se ci chiamano per parlare e per un confronto — sottolinea l’avvocato bolognese — allora accorriamo con gioia, se invece ci obbligano, disubbidiremo».
In altre parole? «Se ci riducono gli spazi dove stare, non c’è problema — risponde Marcacci — significa semplicemente che passeggeremo nudi avanti e indietro. Noi siamo per un rispetto totale della natura, puliamo la spiaggia e non sporchiamo. Faccio solo una domanda: perché la Forestale non ha mai prestato molta ‘attenzione’ e sembra non prestarne ai tanti guardoni che si accalcano sopra le dune per guardare i nudisti rovinando davvero l’ambiente? Basterebbe controllare e sanzionare loro».

 

di MATTEO ALVISI

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