HOMEPAGE > Ravenna > Ora i ravennati sono pronti a fare camerieri e lavapiatti

Ora i ravennati sono pronti
a fare camerieri e lavapiatti

Nel settore turistico si avverte in modo particolare il ritorno di italiani in mansioni non qualificate. L'agricoltura è l'unico settore in cui la manodopera stagionale è quasi totalmente straniera

| | condividi
Camerieri al lavoro
Camerieri al lavoro

Ravenna, 6 marzo 2010 - In tempi di crisi, molti ravennati riscoprono occupazioni che fino a qualche tempo fa lasciavano volentieri agli stranieri. In vista dell’apertura della nuova stagione turistica ad esempio, che partirà ad inizio aprile con la settimana di Pasqua, alcune strutture della Riviera stanno vedendo un incremento delle richieste di italiani per mansioni che, negli ultimi dieci anni circa, erano state ricoperte soprattutto da immigrati provenienti dell’est europeo.

Ecco così che, a fianco di lavoratori stagionali romeni e slovacchi, a rifare i letti e pulire le camere negli alberghi, o ad arrotondare i magri stipendi servendo ai tavoli nel fine settimana, si vedranno più italiani. «Sarà colpa della crisi — osserva Andrea Astolfi, consigliere dell’Ascom di Cervia e proprietario di cinque alberghi in Riviera — ma in effetti quest’anno stiamo ricevendo molti curriculum da parte di italiani, per tutti i tipi di mansioni: non solo per posti di cuoco, cameriere o di receptionist, ma anche per quelli dove un tempo era più difficile ricevere richieste come ad esempio per il personale addetto alla pulizia delle camere. Rispetto alle scorse stagioni, dunque — aggiunge — c’è molta più disponibilità ad adattarsi da parte degli italiani stessi».

Una tendenza che, a detta di Roberta Penso, presidente di Assohotel e Confcommercio di Cervia e gestore di una struttura alberghiera a Milano Marittima, non è una novità relativa a quest’anno. «Già dalla scorsa stagione — spiega — abbiamo notato un innalzamento di richieste da parte di italiani per ogni tipo di lavoro. Il profilo degli italiani che ci inviano i loro curriculum appartiene non solo al ‘classico’ disoccupato che fa richiesta dappertutto, ma anche a cassaintegrati e licenziati. D’altronde è anche vero che molte aziende, vista la crisi, per prudenza tendono ad assumere di meno, lasciando molti candidati in attesa di risposta: anche questi si rivolgono alle struttre alberghiere per ottenere almeno un contratto a tempo determinato di tre mesi per la stagione».


La maggior cautela nelle assunzioni delle imprese turistiche dipende anche dai capricci del tempo che condiziona inevitabilmente il volume degli affari di bagnini, ristoratori e proprietari di hotel. «L’anno scorso in questo periodo — riflette Roberto Lucchi, segretario provinciale di Confesercenti — c’erano sicuramente più conferme rispetto a quelle che ci sono ora. Tuttavia la domanda è sostenuta: sul nostro sito internet ci sono ottanta-novanta richieste di assunzioni da parte di imprese associate».

Lucchi conferma poi che nel mondo degli stagionali si stanno riaffaciando sempre più nostri connazionali. «E’ probabilmente un segnale di difficoltà delle famiglie che cercano in questo modo di integrare il reddito. Si ritorna in qualche modo all’antico. Molti di noi — racconta — hanno iniziato così, come camerieri o baristi, mentre la mamma lavorava in cucina e magari il nonno faceva i lavoretti nello stesso albergo. Ci sono segnali di ritorno che non sono del tutto negativi: il nostro sistema turistico avrebbe tutto da guadagnare da una maggior presenza di lavoratori ravennati che posono esprimere un livello di professionalità più elevato».


Che gli italiani si stiano riaffacciando a questo particolare tipo di mercato del lavoro lo conferma anche Guido Allegri, presidente dei ristoratori Ascom di Cervia e propietario di un ristorante a Milano Marittima. «Lavorando tutto l’anno — racconta — oltre al personale fisso assumiamo gli stagionali che ci danno una mano. Qualche italiano in più rispetto agli anni passati c’è, ma il fenomeno più rilevante è costituito dagli ‘extra’, ovvero da quei lavoratori assunti solo per i weekend. Tra di loro ci sono soprattutto persone che hanno già un lavoro, ma che non riescono a tirare avanti con lo stipendio: sono sia stranieri che italiani, ma è stata la presenza di quest’ultimi a stupirmi di più».


CI SONO invece settori come quello agricolo che restano ancorati all’utilizzo di manodopera straniera. «Ogni anno attendiamo il decreto ministeriale per accogliere gli extracomunitari da destinare ai lavori stagionali — riferisce Manuela Bondoli, responsabile dell’ufficio paghe della Cia di Ravenna — ed ogni anno inviamo tale richiesta al ministero stesso anche in base alle richieste di lavoro che ci arrivano. Da qualche anno a questa parte, i lavori stagionali sono stati svolti quasi esclusivamente da extracomunitari. Per il momento non si registra dunque un ritorno degli italiani alla terra. Per quest’anno vedremo. Per il momento non pare registrarsi un’inversione di tendenza».
 

di ALESSANDRO OLIVA


Oggi 18°
Domani 18°
Previsioni a cura del centro Epson Meteo
Articoli correlati
ProntoImprese
oggi
domani
Mediocre
Accettabile

Tutte le previsioni

Visualizza tutti gli annunci

09/12/2011 - Ravenna

Collaboratore area marketing

Azienda Metalmeccanica

02/12/2011 - Ravenna

Regional Account Manager (Beers)

Wells And Young'S

02/12/2011 - Ravenna

Venditori/venditrici

Azienda Austriaca

02/12/2011 - Ravenna

Agenti venditori e/o informatori

Tenortho Srl

25/11/2011 - Ravenna

Funzionario di vendita

Velux

Ravenna

APPARTAMENTO IN PRONTA CONSEGNA

295000 €

Brisighella

Bell\'appartamento in centro

265000 €

Ravenna

CENTRO- VIA TRIESTE

112000 €

Ricerca avanzata annunci

LONGO ADALGISA

annuncio

RICCI FIDUCIA

annuncio

BENELLI MARIO

ringraziamento

GUSELLA ANGELO

ringraziamento

CASADEI MONTI MARIO

anniversario

CONTARINI GIOVANNI

anniversario

il Resto del Carlino su Facebook