La Polizia municipale
a caccia
del 'vandalo dei mosaici'
Raccolte testimonianze, si visionano videoriprese per identificare l'autore dell'imbrattamento nella basilica di San Giovanni. Ancisi: "Il gesto va inquadrato nel degrado della zona"
Ravenna, 8 marzo 2010 - La Polizia municipale, che mercoledì sera ha raccolto la denuncia dell’imbrattamento dei mosaici medioevali della chiesa di San Giovanni dal parroco don Giorgio Fornasari, sta proseguendo le indagini per cercare di giungere all’identificazione del teppista. Gli inquirenti stanno anche visionando i filmati della telecamere di una vasta area circostante e hanno raccolto la testimonianza di una turista che ha visto il vandalo.
Intanto Roberto Petri, capo della segreteria del Ministro della difesa Ignazio La Russa, ha incontrato don Giorgio, assicurandogli — reca una nota — «un diretto e immediato intervento perchè, come da più parti richiesto — siano presto restaurati i beni danneggiati per mantenere integro un tesoro d’arte di tutta la comunità». Petri ha poi inviato una nota al ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, nella quale sottolinea «l’importanza che i mosaici hanno per la città di Ravenna» chiedendo quindi un suo intervento «sulla Soprintendenza perchè continui nell’opera tempestiva già attuata mettendo a disposizione i fondi necessari».
Sul grave atto di teppismo è intervenuto anche il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi il quale inquadra l’atto vandalico nel contesto dell’area in cui sorge la basilica, che definisce «circondata dal degrado, tanto da non potersi meravigliare più di tanto che l’escalation di tanto squallore sia arrivata a profanarla nella sacralità delle sue straordinarie memorie musive».
L’esponente politico fa riferimento ai «giardini Speyer e all’Isola San Giovanni, tuttora — sostiene — territorio libero per spaccio di droga, schiamazzi, risse» non risolte, afferma, dalle «ordinanze illusionistiche e dalle costose mediazioni culturali» messe in campo dall’Amministrazione comunale. Ancisi punta il dito anche sugli studenti posto che «pregevoli edifici scolastici» dell’area sono «letteralmente tappezzati, ad altezza d’uomo, da graffiti indecenti e indecorosi, sempre tollerati e mai rimossi». Secondo l’esponente politico in «questo clima ambientale» una «mente squilibrata può non aver inteso il confine dell’irragionevolezza».











