La Soprintendente Ranaldi: "Il degrado è visibile e ne compromette il decoro"
di Matteo Alvisi
Ravenna, 17 gennaio 2012 - LA ROCCA Brancaleone sembra in uno stato di abbandono. Il degrado la minaccia da vicino tanto che i gridi di allarme dei cittadini non tardano a farsi sentire. E non solo.
«Questo monumento è molto importante per la città ed è un emblema della presenza veneziana a Ravenna — sottolinea Antonella Ranaldi, soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici di Ravenna —, tempo fa è stata trovata anche un’antica bombarda veneziata che ora è conservata al museo nazionale. Sono state presentate molte proposte e progetti per abbellire e valorizzare la Rocca come, per esempio, l’idea di coprire il parco interno con una tettoia e riempire il fossato esterno con l’acqua».
QUESTO ULTIMO progetto cadrebbe, in un certo senso, a pennello anche per eliminare almeno in parte il degrado che incombe, visto che proprio il fossato è pieno di bottiglie di vetro, cartacce, rottami e purtroppo anche di siringhe in grande quantità, oltre che di preservativi. Infatti, soprattutto la fermata dell’autobus è diventata dimora di alcune prostitute di colore e i rapporti sessuali si sono consumati anche alla Rocca nella parte più buia e ‘isolata’, vicino alla stazione ferroviaria. Infatti le proteste dei cittadini non hanno tardato ad arrivare. La Rocca Brancaleone è chiusa per un’ordinanza del sindaco Fabrizio Matteucci fino al 15 febbraio, in concomitanza della chiusura del bar interno. Lo ha deciso essenzialmente per mantenerne il decoro visto che non essendoci più nessuno al bar, c’era meno possibilità di monitorare quello che succedeva intorno. Insomma, questioni di decoro. Decoro che sta scemando invece all’esterno dove, almeno a tratti, regna incontrastato il degrado.
«CREDO che si possa dire senza esagerazioni che la Rocca è trascurata — dichiara Ranaldi — e allo stesso tempo un po’ abbandonata. Sono stati effettuati degli interventi e delle iniziative, ma poteva essere fatto di più. Questo stato di abbandono si ripercuote inevitabilmente anche sulla sua frequentazione che poteva essere maggiore. Il degrado c’è ed è ben visibile tanto che ne compromette pesantemente il decoro».
Negli anni Ottanta la Soprintendenza è intervenuta direttamente per effettuare restauri sulle antiche mura. Data la situazione dei recenti crolli, sarebbe forse opportuno un altro intervento massiccio.
di MATTEO ALVISI