Il settore più in crisi è settore piu’ in crisi è il metalmeccanico
Ravenna, 26 gennaio 2012 - Una crisi inarrestabile e recrudescente per tutto il territorio ravennate e’ il quadro che si ricava dal Report 2011 della Cgil. Il picco si e’ raggiunto un mese fa, in dicembre, quando la lancetta dei cassaintegrati ha segnato quota 5.800.
L’analisi del sindacato si snoda mettendo in sequenza gli anni 2008-2011, e proprio quest’ultimo ne esce martoriato: tra le imprese che hanno fruito di ammortizzatori, si registra una flessione degli organici di 786 unita’ lavorative nel 2009, di 831 nel 2010 e 801 nel 2011. La somma porta a 2.418 il numero di posti di lavoro persi nel corso del triennio di cui 1.632 nel biennio 2010-2011.
Se si prende invece in considerazione il sostegno al reddito dei dipendenti, dal primo ottobre 2008 sino ad oggi le imprese che vi hanno fatto ricorso sono 1.027 di cui 557 (il 54.23%) artigiane. All’interno di questo totale di imprese, 963 (il 93.76%) hanno utilizzato i 5 ammortizzatori prevalenti, ovvero la Cigo, la Cigo in deroga, la Cigs, la Cigs in deroga e le sospensioni Eeber riservate al settore artigiano.
Le imprese coinvolte nell’uso degli strumenti di sostegno del reddito sono incrementate del 16% tra il 2009 ed il 2010 e del 26% tra il 2010 ed il 2011 e il numero medio annuo dei lavoratori coinvolti nella riduzione dell’orario di lavoro, passa da 6.501 del 2009 a 6.527 del 2010 e 4.610 del 2011.
I dati forniti dalla Cgil parlano chiaro e indicano come settore piu’ in crisi il metalmeccanico (il 61,5% dei cassaintegrati di Lugo, il 56% dell’area faentina e il 50% dell’area di Ravenna vi appartengono), seguito a ruota dal comparto della gomma-plastica, dal ceramico e dal tessile-abbigliamento. Neanche il settore calzaturiero viene risparmiato, e si affiancano anche quelli di trasporti e logistica, per la prima volta o quasi, nell’ambito dei quali “il peso del porto di Ravenna si sta facendo sentire con valori altalenanti ma del tutto inediti rispetto l’ultimo decennio”, scrive la Cgil nel comunicato diramato oggi. A questi si aggiunge un caso a parte, il chimico di Ravenna: “Alcune vicende sono state caratterizzate da veri e propri drammi per i lavoratori che li hanno vissuti ed in alcuni casi tuttora li vivono”, riporta la Cgil.
“Nei prossimi giorni si apriranno i tavoli concertativi sui bilanci previsionali dei Comuni- spiega il segretario provinciale della Cgil, Marcello Santarelli-, la Cgil con Cisl e Uil provinciali, chiederanno che i necessari aggiustamenti di bilancio vengano ottenuti tenendo ben presente la situazione di grave difficolta’ delle fasce piu’ deboli della societa’, quei lavoratori, pensionati e quelle famiglie che gia’ sopportano il peso piu’ grande del risanamento di questo paese”.