Questo l'orientamento espresso dal Consiglio episcopale permanente: "Garantire a tutti l'accesso gratuito"
Ravenna, 27 gennaio 2012 - No al ticket per entrare nelle chiese, a meno che non si tratti di casi eccezionali. E' questo l'orientamento della Cei espresso dal Consiglio episcopale permanente. ''Rispetto all'ipotesi di pagamento nelle chiese - dice il vertice dei vescovi italiani - si e' stabilito che, fatte salve le prerogative del Vescovo nel valutare casi eccezionali, proprio la tradizione italiana orienta a garantire a tutti l'accesso gratuito alle chiese aperte al culto perche' venga in evidenza la fondamentale destinazione alla preghiera liturgica e individuale''.
In Italia le chiese sono oltre 95 mila: un patrimonio sterminato, che annovera molti monumenti ed edifici di altissimo pregio artistico che attirano ogni anno migliaia di visitatori. Il tema delle chiese-museo e del biglietto d'ingresso e' stato piu' volte dibattuto. E sono molte gli edifici in cui il pagamento di un ticket contribuisce, in parte, alla conservazione dell'edificio stesso e alla sua gestione, specie dove e' necessaria la presenza di custodi.
A Ravenna un ticket cumulativo da 9.50 euro permette di vedere San Apollinare Nuovo, Battistero Neoniano, San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia, Museo e Cappella Arcivescovile. Si pagano 2 euro per entrare nella cattedrale di Pisa e 3 a Siena per S.Maria Assunta e il Battistero di S.Giovanni. Uscendo dal territorio italiano ed entrando in quello vaticano, che comunque non rientra nella casistica considerata dalla Cei, non si paga certo per entrare a S.Pietro, ma si paga per salire sul Cupolone: 7 euro con l'ascensore, 5 a piedi.
L'elenco potrebbe proseguire. Ma è chiaro come in tutti questi casi si tratti di strutture molto particolari, la cui manutenzione e' assai onerosa. L'indirizzo che arriva dalla Cei invita a far prevalere, dovunque sia possibile, la finalita' di culto, preminente nell'edificio religioso, su quella culturale-turistica.
Ma la stessa direttiva prevede le eccezioni, che se non fanno la regola, sono pero' inevitabilmente numerose, visto l'immenso patrimonio dell'architettura religiosa italiana.