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"Impiantata a Faenza, ora ho paura. Dovrò subire un nuovo intervento"

Incubo silicone

La storia. Norma si era ammalata di tumore al seno

Una protesi Pip difettosa appena rimossa dal seno di una paziente (Reuters)
Una protesi Pip difettosa appena rimossa dal seno di una paziente (Reuters)

Ravenna, 27 gennaio 2012 - L’HANNO tranquillizzata sui rischi per la salute ma la rabbia, quella non passa. Norma, settant’anni, faentina, prima del 2000 è stata operata: le è stata impiantata una protesi Pip.

NORMA come è venuta a sapere che la sua protesi è una di quelle a rischio?
«Sono venuta a conoscenza dei rischi tramite giornali e televisione. Ho saputo che le protesi Pip, ora tristemente famose, sono state utilizzate dall’Ausl di Ravenna negli ultimi anni».

A quando risale la sua operazione?
«Al 1999. Sono stata operata ed impiantata all’ospedale Civile di Faenza. E dal punto di vista clinico il risultato è stato ineccepibile e anche l’equipe che mi ha seguito ha lavorato egregiamente. Io, come tante altre donne sono stata colpita dal tumore al seno. Posso fare una precisazione?".

Prego
«Parlando di Pip a rischio si mettono in evidenza le operazioni di chirurgia estetica. Non è solo per motivi estetici che a una donna viene impiantata una protesi e trovo il moralismo diffuso sui mass media veramente becero».

Ha contattato lei l’Ausl?
«Sì subito, infatti li ho anticipati. Ma so che stanno monitorando tutte le donne che hanno subito questo tipo di impianto. Lunedì ho appuntamento per la visita di controllo. Ma perché Ravenna ha scelto questo tipo di impianti mentre Ausl vicine, come Forlì, no?».

Facile immaginare ora la sua preoccupazione.
«Sono agitata, non lo nascondo, ma ho fiducia nei medici. Ora devo subire lo stress fisico e psicologico di un altro intervento di rimozione».

Forse è l’ultimo dei suoi pensieri ma crede di procedere per vie legali?
«Credo che ci siano tutte le basi per una Class action tutta femminile. Io sarei pronta»
 

l. s.

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