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"Rivestitevi". A Lido di Dante assemblea infuocata sui nudisti

Tintarella che scotta

Incontro di fuoco tra cittadini e istituzioni. "Perché vi accanite?"

 

di Roberta Bezzi
 

Lido di Dante, spiaggia nudisti
Lido di Dante, spiaggia nudisti

Ravenna, 6 maggio 2012 - C’È CHI DICE di averne viste di più calde, ma di certo la riunione promossa ieri dal comitato cittadino di Lido di Dante è stata particolarmente accesa, soprattutto sul tema del nudismo.

Qualcuno ha provato a portare l’attenzione su problemi di viabilità e collegamenti, parlando di un pericolante ponte Bailey, della fermata dell’autobus poco agevole e del mancato progetto di scivolo sui Fiumi Uniti, e c’è chi si è avventurato a parlare di modelli alternativi di turismo. Ma poi la lingua batte dove il dente duole, soprattutto dopo l’intervento del comandante Nobili. «Lei deve colpire tutti, altrimenti potrebbe rischiare la denuncia l’omissione di atti d’ufficio — attacca Ezio Randi —. Le sentenze del passato sono state chiare, allora qual è il motivo di questi blitz poco deontologici? Su 180 nudisti, giorni fa, ne sono stati multati due. Però sabato, quando ce n’erano 500, non si è visto nessuno dei forestali».

È sulla stessa lunghezza d’onda l’avvocato Jean Pascal Marcacci. «Il sindaco ha dimostrato maggiore buon senso — dice—. Pur essendo rappresentante del governo sul territorio come il comandante, non si è mai provato a ordinare denunce. Ora chiediamo a Matteucci, dopo anni che se ne parla, di dirci una volta per tutte dove dobbiamo andare».

Se lo chiede anche Roberto Giampreti, proprietario del Camping Classe. «Fare turismo vuole dire investire e portare gente — spiega —. Ma io cosa devo rispondere ai naturisti che mi chiamano? Forse ce la possiamo fare anche senza questo tipo di turismo, ma bisogna organizzarsi. Posso anche chiudere la parte di camping a loro riservata, ma diteci cosa fare».

Giampreti si poi reso disponibile per un incontro con il sindaco e operatori, per illustrare i dettagli di un suo progetto naturista. Presente all’incontro anche Massimo Medri, presidente del Parco regionale del Delta del Po. «Il nostro territorio ha bisogno di identità diverse da spendere — spiega Medri —. La vera particolarità della zona non è il mare, ma ciò che sta dietro che va conservato e valorizzato». Poi si rivolge al comandante Nobili: «Capisco le necessità del vostro operato, ma che senso ha darsi tanto da fare per mantenere l’area di nidificazione di una specie d’uccello in via di estinzione, quando poi ci fate volar sopra anche i vostri elicotteri, oltre a quelli dell’esercito? Prendiamo insieme una posizione netta e credibile».

Roberta Bezzi

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