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Spending Review, Province Romagna a rischio accorpamento

Almeno 350mila abitanti e almeno 2.500 chilometri quadrati di superficie. Solo le Province che rispetteranno questi due requisiti si salveranno dalla scure della spending review

Mario Monti (Afp)
Mario Monti (Afp)

Roma, 20 luglio 2012 - Almeno 350mila abitanti e almeno 2.500 chilometri quadrati di superficie. Solo le Province che rispetteranno questi due requisiti si salveranno dalla scure della spending review. E' quanto ha stabilito il Consiglio dei Ministri, che oggi ha varato la delibera sui criteri del taglio. Eliminate anche le 10 province corrispondenti alle aree metropolitane (Roma, Genova, Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Bari, Reggio Calabria, Palermo).

 

Secondo le prime ipotesi, accorpamento in vista per Rovigo in Veneto. In Emilia Romagna  resisterebbero Bologna, Parma, Modena e Ferrara; accorpate Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Piacenza. Nelle Marche sarebbero ‘salvè Ancona Pesaro e Urbino, mentre non avrebbero i requisiti per sussistere Ascoli Piceno, Macerata e Fermo.

Parma, Piacenza, Modena e Reggio Emilia potrebbero far parte di una sorta di 'Provincia del buon gusto' capace di riunire tutte le migliori Indicazioni geografiche protette (Igp) del Paese, dal parmigiano al prosciutto, all'aceto. Tra le nuove Province che potrebbero nascere dall'accorpamento di quelle esistenti c'è anche la 'Provincia romagnola' che riunirebbe Cesena, Forlì, Rimini e Ravenna.

LE REAZIONI

Con l’emanazione dei nuovi criteri di dimensionamento delle Province, “si spalancano le porte alla Provincia unica romagnola”, dicono oggi i deputati Pdl GianCarlo Mazzuca e Sergio Pizzolante.

 

Mazzuca e Pizzolante scrivono in una nota congiunta che “è un punto di arrivo perchè questo risultato consente ai romagnoli di unire le forze; è però, soprattutto, una sfida per far contare di più la Romagna a Bologna, Roma e Bruxelles”.

 

Adesso, affinchè non sia una fusione a freddo, i due deputati riprendono il progetto del sindaco forlivese Roberto Balzani: “Occorre convocare gli Stati generali, per costruire un profilo strategico unitario della Romagna. La Romagna deve diventare perno e collante di una piu’ ampia Regione adriatica, che va da Venezia ad Ancona, per far uscire il medio-alto adriatico da un imbuto logistico e per disegnarne un nuovo protagonismo verso i grandi mercati dell’est e dell’oriente, dalla Russia alla Cina”.

 

Occorre inoltre, proseguono Mazzuca e Pizzolante, “una prova di maturità delle classi dirigenti romagnole affinchè si possano definire in maniera unitaria assetti e collocazioni delle nuove funzioni di area vasta, dalla sanità, ai trasporti, ai comandi di Polizia, alla Camera di commercio e agli insediamenti statali. Tenendo conto, in maniera responsabile, dei ruoli e delle vocazioni di ciascun territorio per la razionalizzazione delle Province”.
 

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