Ravenna, 29 dicembre 2017 - Alle signore che alla chiesa di San Rocco stavano per entrare alla prima delle messe della mattina di Natale, questa è la scena che si è parata davanti agli occhi: lei agitata e completamente scalza; e lui a pochi passi che le gridava qualcosa di incomprensibile. Poco dopo i carabinieri della caserma di via Alberoni hanno arrestato l’uomo, un 31enne di origine straniera, per violenza sessuale, tentata violenza privava e lesioni.

Secondo l’accusa, ha provato ad avere un rapporto con la donna, sua connazionale, le ha stretto i polsi cercando di bloccarla (da qui le lesioni per una prognosi quantificata in dieci giorni) e l’ha minacciata di gravi conseguenze in caso lei avesse chiamato le forze dell’ordine. Nell’udienza di ieri davanti al Gip, il 31enne – difeso dall’avvocato Francesco Furnari – ha negato di avere mai cercato di abusare della donna. Per lui, dopo la convalida dell’arresto, sono scattati i domiciliari dalla moglie (la Procura aveva chiesto il carcere)

Tutto è iniziato il 23 dicembre quando i due, assieme alle rispettive comitive, si sono incrociati in un locale e si sono messi a parlare. E dopo qualche scambio di messaggi, all’indomani verso sera nuovo incontro nei paraggi dell’alloggio di lei. Dopo un drink in un pub, i due sono saliti in casa. E fino alle 7.30 del mattino sono rimasti lì a parlare e a bere in maniera conviviale.

Ma è sul momento dei saluti che le versioni si biforcano. Secondo la denuncia della donna, lui, ormai sull’uscio come per andarsene, l’ha improvvisamente afferrata per le braccia scuotendola con forza e sbattendole la testa contro la parete per avere un rapporto sessuale. Lei allora, scalza, è scesa e si è messa a correre in strada fino a raggiungere la chiesa dove ha ricevuto i primi soccorsi da alcune fedeli giunte di prima mattina.

A sentire lui invece, si erano scolati un’intera bottiglia (per l’uomo tasso alcolemico di 2.30 a diverse ore dai fatti); poi era squillato il suo cellulare: e sul display era apparsa la foto della moglie. L’altra allora aveva reagito in malo modo lamentando di non essere stata avvisata, fino a correre via come invasata nonostante i suoi tentativi di bloccarla anche trattenendola per i polsi.