Ravenna, 31 dicembre 2017 - Poco meno di cinque grammi di cocaina suddivisi in dosi e nascosti all’interno del registratore di cassa e nel retrobottega del bar Centrale di Porto Fuori dove è stata trovata pure una bilancina. Per questo i carabinieri della Stazione di Lido Adriano, al comando del maresciallo Luca Bianchi, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo di Ravenna, venerdì hanno messo i sigilli al locale (che ieri è stato dissequestrato) e arrestato uno dei gestori, 59 anni, originario del Salernitano ma residente a Ravenna, poi rimesso in libertà.

Nella mattinata di ieri l'uomo, difeso dall’avvocato Ermanno Cicognani, è comparso davanti al giudice Federica Lipovscek, pm di turno Stefano Stargiotti. L’imputato in aula ha dichiarato che la cocaina recuperata dai carabinieri nel locale che gestisce a Porto Fuori era per uso personale e che i soldi che i militari gli hanno trovato e sequestrato, 2.080 euro, non sono provento di attività illecita ma denaro a disposizione per le attività del bar dove sono presenti anche slot machine. Della bilancina il 59enne ha sostenuto di ignorare l’esistenza. Dopo la convalida dell’arresto per droga, l'uomo ha patteggiato 6 mesi di carcere e 700 euro di multa, pena sospesa. Il giudice ha poi disposto il dissequestro sia della somma di 2.080 euro che del locale.

Il bar Centrale di Porto Fuori tre anni fa a ottobre era stato al centro di un provvedimento dell’allora questore Mario Mondelli che ne dispose la chiusura per una settimana come prevede l’articolo 100 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) perché, dopo alcuni controlli delle forze dell’ordine, era emerso che il locale era diventato «ritrovo di persone pregiudicate o pericolose».