Ravenna, 12 giugno 2017 - Un balzo in avanti del 70% in soli 10 anni: in Europa le specie di uccelli minacciate e ad alto rischio di estinzione passano dalle 40 nel periodo 1990-2000 alle 68 specie nel periodo 2000-2010. Il dato lo fornisce ‘Birds in Europe 3’: un rapporto redatto dalla ong animalista Birdlife International presentato pochi giorni fa, a Parma, all’assemblea nazionale di Lipu-BirdLife Italia.

Fra i sorvegliati speciali, ovvero le specie in stato di conservazione sfavorevole ed a rischio estinzione, c’è anche il fratino. Il piccolo trampoliere ha scelto per nidificare anche alcune spiagge del Ravennate e del Ferrarese. E proprio in questi giorni i nidi del fratino sono apparsi fra la sabbia delle nostre spiagge: sono rari, fragili, preziosi. Rari, perché negli ultimi dieci anni la popolazione dei fratini in Italia è diminuita del 50%. Fragili perché sempre più esposti ai predatori, all’urbanizzazione delle coste e allo sfruttamento delle spiagge da parte degli esseri umani. Preziosi perché la loro presenza è un indicatore ecologico. Che è come dire che dove c’è il fratino l’ambiente è ancora poco alterato e contaminato da inquinamento, pesticidi e altri veleni. 

Nei 140 chilometri di costa fra Gorino e Cesenatico il minuscolo uccellino trova un ambiente adatto a riprodursi in meno di una ventina di chilometri: fra il Lido di Dante e il Lido di Classe, al Bevano, su sei chilometri di spiaggia; tra la Foce del Reno e il Lido di Spina, su 4 chilometri di arenile; sullo Scanno di Goro, su 6 chilometri. Aree protette, quelle di cui si parla, inserite nel territorio del Parco del Delta, riserve naturali dello Stato. Proprio la presenza di questa specie ha fatto sì che negli ultimi anni, in questa stagione, i Carabinieri Forestali per la Biodiversità si spendano per tutelare con particolare attenzione l’esistenza e la vita riproduttiva del piccolo trampoliere.

Meno di venti chilometri su 140 di spiaggia, vale forse la pena sottolinearlo, in cui si cerca di mantenere un ambiente il più naturale possibile per consentire alla specie in estinzione di riprodursi. Così può capitare che nel nostro giro a Bellocchio di vedere una podista avventurarsi nella zona protetta, forse attirata dalla gioia di correre vicino ai fenicotteri, col rischio di calpestare nidi e uova. «Si fermi», gli urla, gentilmente, a distanza il Carabiniere Forestale che è con noi in questo giro. Lei non sente, ha le cuffiette per ascoltare la musica. Lui si sbraccia e alla fine riesce ad attirare la sua attenzione: non è italiana ma capisce l’italiano. «Non posso correre qui? Perché?». Ascolta, capisce e poi lascia la zona protetta, in punta di piedi.

Così i Carabinieri Forestali mettono in atto, a seconda delle zone, diverse strategie di protezione dei nidi del fratino: costruendo delle gabbie ad hoc per proteggerli dai gabbiani e dai cani senza guinzaglio, precludendo tratti della spiaggia al passaggio dei bagnanti e lasciando, a protezione dei nidi, i tronchi e il legno che si accumulano con le maree, realizzando con un progetto Life nella Sacca di Goro, isolotti per la nidificazione. I nidi, che sono direttamente sulla sabbia, accolgono al massimo tre uova, grandi pochi centimetri e perfettamente mimetizzate.

Proprio perché piccolissime e quasi indistinguibili dalla sabbia le uova devono essere protette dal passaggio di persone o animali. Quanto ai predatori naturali, gabbiani o ratti, non sempre la protezione messa in campo dai Carabinieri Forestali può scongiurare che le uova vengano attaccate o distrutte. Ma il tentativo di far sì che la trentina di coppie presenti nel nostro territorio porti a termine la deposizione e la cova delle uova è di grande importanza per preservare l’esistenza del piccolo uccellino. Proteggere il fratino può significare valorizzare un turismo diverso, attento, informato e disposto a spendere per passare una vacanza in un luogo incontaminato.

 

Focus. La stagione della nidificazione parte a marzo e si conclude in piena stagione turistica, ad agosto. Per i fratini è pericolosa la movimentazione della spiaggia con mezzi meccanici non solo perché elimina gli organismi di cui si nutrono ma perché spesso distrugge nidi e uova. Altri fattori di distruzione delle uova sono il passaggio di moto, cavalli, cani e persone perché i nidi sono direttamente sulla sabbia e poco visibili. Per difenderli è necessario che la spiaggia sia protetta dal passaggio indiscriminato e segnalata la loro presenza con cartelli. Che i bagnanti si tengano a debita distanza dai nidi coperti dalle gabbie o segnalati dalle tabelle. Che nelle zone protette non si lascino scorrazzare cani e altri animali.

Queste poche regole potrebbero salvare la specie in via d’estinzione. Nella provincia di Ravenna e Ferrara la zona protetta è di poco meno di 20 km su 140 disponibili per il turismo. E nonostante ciò queste poche regole hanno suscitato proteste. Le coppie di uccellini sono oggi solo una trentina. Se non si riuscirà a salvarli la specie potrebbe sparire da questa zona. Per chi dovesse annotare che di volatili, sulle nostre spiagge, ne esistono in abbondanza, forse vale la pena di ricordare una massima del Talmud, antico testo sacro. Che dice: «Chi salva una vita salva un intero mondo». E la vita si manifesta anche in pochi grammi di piume e ali.