Ravenna, 14 aprile 2017 – Prima lo straziante riconoscimento di quel loro figlio unico fatto dai genitori. E poi, a partire nel primo pomeriggio all’obitorio dell’ospedale cittadino, è partita l’autopsia su Matteo Ballardini, il 19enne del posto trovato morto nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso all’interno di un’auto parcheggiata nei pressi di via San Giorgio a Lugo.

L’ipotesi principale è che il ragazzo possa essere deceduto, dopo un’agonia durata ore, forse a causa dell’assunzione di stupefacenti. E che i suoi amici, pur vedendolo sofferente, lo abbiano lasciato solo nella sua auto. Tanto che in ragione dell’esame autoptico, il Pm di turno Marilù Gattelli ha notificato un avviso di garanzia a cinque giovani tra i 21 e i 27 anni, residenti in zona. Tutti sono provvisoriamente accusati di morte come conseguenza di altro reato; quattro, quelli che avevano presumibilmente trascorso la serata nei locali della zona assieme alla vittima, anche di omissione di soccorso; e tre, compreso chi avrebbe ceduto la sostanza letale, devono rispondere di spaccio. Il medico legale incaricato dal Pm, la dottoressa anconetana Loredana Buscemi, avrà 60 giorni di tempo per depositare le proprie conclusioni. Tra le parti, solo i genitori del 19enne, tutelati dall’avvocato Celestino Salami, hanno individuato un proprio consulente (il medico legale ravennate Pier Michele Germanò).

Finora tra amici, conoscenti e familiari, sono state oltre una trentina le persone ascoltate dai carabinieri per chiarire l’ultima notte di Matteo. E secondo quanto sin qui ricostruito, il giovane è uscito di casa martedì dopo le 21 per raggiungere gli amici. Attorno alle 23 ha iniziato a sentirsi male. A partire dalle 2 e fino all’alba, i quattro amici con lui (tre ragazzi e una ragazza) sarebbero tornati a casa alla spicciola lasciandolo solo nella vettura. Forse qualcuno di loro più tardi è tornato indietro per fargli visita. Di fatto alle 15.30 il padre, dopo numerose chiamate senza risposta, ne ha denunciato la scomparsa. E alle 17 un automobilista di passaggio ha notato il corpo ormai esanime e ha dato l’allarme.

Fuori dall’obitorio, in attesa di conoscere le prime risposte sull’accaduto e soprattutto per stringersi attorno ai genitori di Matteo , si sono radunati una cinquantina di ragazzi, tra suoi amici e compagni di scuola.