Ravenna, 11 ottobre 2017 - «Ci siamo svegliati di soprassalto, perché qualcuno era salito a bordo della nostra barca. La mia compagna si è messa a urlare e i malviventi sono scappati via». Paolo Zalambani di Fusignano, proprietario di una imbarcazione ormeggiata a Marinara, ha affidato il racconto del ‘faccia a faccia‘ con i ladri a una lettera aperta inviata al presidente della porto turistico di Marina di Ravenna, Davide Sinigaglia. Tra l’ironico e l’arrabbiato, Zalambani fa la cronaca della nottata tra venerdì 29 e sabato 30 settembre, allargando il discorso al tema più generale della sicurezza dentro il marina e lamentando che le ripetute richieste di incontrare il presidente sono cadute nel vuoto.

Torniamo alla notte di quel venerdì. «Verso le 23 – spiega l’armatore - io e Marina, la mia compagna, ci siamo ritirati in barca per riposare. Due ore dopo, ci siamo svegliati di soprassalto, perché qualcuno era salito a bordo e camminava sulla coperta. Incredulo mi sono alzato per guardare fuori. Dal tambuccio ho visto una figura al giardinetto della barca, che guardava a destra e sinistra; chi era sulla tuga stava aprendo l’osteriggio sopra la mia testa. Marina ha urlato. Chi stava sulla barca è saltato sul finger (pontile galleggiante). Io ho aperto il tambuccio, scorgendo una terza persona a metà barca, che ha iniziato a correre sul pontile, con gli altri due». Nella mattinata successiva Zalambani e la compagna Marina si sono recati alla stazione dei Carabinieri a Marina di Ravenna, per formalizzare la denuncia. «Quanto accaduto a me – spiega Zalambani - non è stato un caso isolato. Altri armatori mi hanno raccontato di furti, avvenuti all’interno del marina. Poi leggo sul sito web del porto turistico, che Marinara è ‘il porto più sicuro dell’Adriatico’: non riesco a immaginare cosa accade negli altri porti, considerato che il vostro è il più sicuro».

All’inizio dell’estate da Marinara venne rubata una imbarcazione, ‘Pagnotta’, di cui non si sono più trovate tracce.

L’armatore punta il dito sull’eccessiva presenza sui pontili di persone che nulla hanno a che fare con le barche: «Pescatori, persone che hanno il badge e non si sa perché». «Io non mi sento minimamente tranquillo – scrive ancora nella lettera a Sinigaglia - né sul piano personale e neppure per la nostra barca, che rimane incustodita, seppur nel ‘porto più sicuro dell’Adriatico’.

«Purtroppo i cancelli non sono sorvegliati – aggiunge l’armatore – quando invece dovrebbe esserci una vera e propria guardiania, con personale della vigilanza che di notte gira per i pontili e controlla la situazione. Si è anche parlato di installare una videosorveglianza, ma non sarebbe così efficace come la presenza di guardie giurate pronte a intervenire alla richiesta di aiuto». Perché, quando ti trovi davanti a tre ladri «ti senti impotente, hai paura, temi per le persone che sono con te il quel momento. Non vorrei trovarmi più nelle condizioni di quel venerdì notte».

l. t.