Ravenna 24 dicembre 2017 – Il giorno di Natale a casa di Massimo e Silvia Santi a Gambellara saranno una ventina tra figli, nipoti e diversi ospiti. Quelli dell’Associazione Giovanni XXIII che ospitano normalmente, in media dalle 8 alle 10 persone, e poi arriveranno due commensali in più, invitati personalmente da Massimo e Silvia. Un uomo senza fissa dimora che vive nella zona e un ragazzo che, spiega Massimo Santi,"ha avuto una vita difficile". Ma per loro, i padroni di casa, tutto questo è la normalità. Anzi, il 25 dicembre è un ‘pretesto’ per trasformare in qualcosa di speciale uno stile di vita che osservano tutto l’anno.

"Noi siamo sempre stati una famiglia aperta - spiega Massimo - sin dai primi anni ottanta, disposti all’accoglienza. Poi nel 2000 abbiamo incontrato la Papa Giovanni XXIII e abbiamo avuto dalla Diocesi una casa più grande da condividere. Questi due ospiti però li abbiamo invitati noi, personalmente, come famiglia".

Silvia è sulla stessa lunghezza d’onda: "Entrambi pensavamo a una famiglia aperta, così abbiamo accolto le occasioni che si sono presentate» dice. «Ma - continua - non si tratta di eroismo. Ci fa stare bene. Io non ho mai avuto occasione di viaggiare molto, e sentire le loro storie è stato come visitare tanti posti. Sono storie anche molto drammatiche e queste persone hanno sviluppato una forza interiore enorme, una grande energia, chi è sostenuto dalla fede, ma anche chi non lo è. Questi incontri sono fonte di grande arricchimento. Per noi lo stupore del Natale è questo".